Per Giuntoli uno step professionale non ‘centrale’ per il futuro del Napoli

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Alla fine Giuntoli ha raggiunto il suo obiettivo: non rispettare il contratto con il Napoli da lui liberamente sottoscritto per passare alla Juventus.

La scelta professionale di Giuntoli va assolutamente rispettata. Inutile girarci intorno, almeno nel calcio italiano lavorare per la Juventus o l’Inter o il Milan è un punto di arrivo. L’ambizione massima.

Soprattutto per chi come Giuntoli si trova ad affrontare la sfida di rifondare un club che ha bisogno principalmente di rilanciare la propria immagine in totale declino dopo le tante (troppe) partite giocate e patteggiate nei vari Tribunali.

Una sfida difficile quella di Giuntoli bravissimo sicuramente a ‘sbarazzarsi’ degli esuberi ma che alla Juventus non può giovarsi solo del lavoro preziosissimo dello scouting per scovare calciatori sconosciuti seppur ottimi.

Alla Juventus no. Alla Juventus deve essere bravo a portare campioni già fatti (e costosi) perché con quella maglia conta una sola cosa: VINCERE…Sperando che con l’arrivo di Giuntoli riesca a farlo come ha fatto il Napoli: sul campo e senza aiuti arbitrali, senza magheggi economico-finanziari, senza avversari arrendevoli, senza la ‘tutela’ politico-mediatica.

In bocca al lupo Giuntoli, a te che come ha fatto Sarri hai deciso di passare dalla parte del ragionier Casoria (Totò nel film la ‘Banda degli onesti’).

Il Napoli dopo otto anni riparte senza Giuntoli, ma sempre forte della preziosa collaborazione dello scouting in grado di garantire a De Laurentiis colpi di mercato importanti nel rispetto del budget a disposizione del club.

De Laurentiis, quando ha capito che non poteva più contare su Giuntoli, ha dichiarato che quella del DS non è una figura centrale per il futuro del Napoli.

Conoscendo De Laurentiis, bravo a scegliersi gli uomini su cui contare, avrà già individuato le figure giuste per gestire il calciomercato e per ricoprire l’importante ruolo di collegamento tra la Società e l’allenatore e i calciatori e tra l’allenatore e i calciatori.

Di sicuro De Laurentiis avrà valutato la situazione come solo lui sa fare, perché non è né un pazzo né un visionario e alla fine i fatti gli hanno dato sempre ragione.

Soprattutto ora che è riuscito a fare anche l’atteso step dello Scudetto.