Vigilia di Napoli-Venezia: la conferenza stampa di Conte in cinque punti

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L’allenatore del Napoli Antonio Conte in conferenza stampa ha presentato la gara di campionato contro il Venezia, in programma allo stadio Maradona domenica 29 dicembre.

Questi i passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni.

“Dopo la gara con il Genoa guadiamo il bicchiere mezzo pieno, pensiamo al primo tempo. La partita va analizzata tutta ed abbiamo lavorato come sempre Ho ragazzi responsabili e prendiamo quel secondo tempo come uno spunto per migliorarci e questi spunti ti fanno alzare il livello”.

“Firmare per essere tra le prime quattro? Chi mi conosce sa che a me non piace mai firmare per traguardi minimi. Sappiamo benissimo quali sono i propri obiettivi, da dove si parte. Dobbiamo continuare a fare ciò che stiamo facendo. Considerando la nostra partenza 38 punti sono tanti, è inevitabile che vogliamo confermarci e migliorare serve solo continuare a lavorare. L’obiettivo mio e dei ragazzi, lo dico sempre, è di non aver nessun rimpianto in nessuna situazione e nessuna partita. Noi dobbiamo uscire dal campo con la sensazione di aver dato tutto, senza dire potevamo far meglio”.

“Kvara e neres insieme? Tutto è possibile. Sappiamo che ci sono situazioni di equilibrio e bisogna valutare che tipo di partita vai ad affrontare. Ci sono squadre più difensive, più offensive, fai tante valutazioni. Prima o poi vedrete anche David con Kvicha. Ma questo non significa bocciatura per nessuno. Ieri Matteo ha avuto questo problema intestinale, oggi s’è allenato e valuteremo attentamente”.

“Gara con il Venezia? Quando affronti squadre che sulla carta dovrebbero essere inferiori tu devi vincere e andare a prenderti i tre punti, altrimenti sei mancato in qualcosa senza alibi e senza scusanti. L’insidia è lessere ancora a festeggiare il Natale e questo non lo accetterei. L’insidia è pensare da parte di tutti ad una vittoria facile solo perché il Venezia è penultimo. Li abbiamo studiati ed ora dobbiamo metterlo in atto con applicazione perché per noi sono tre punti fondamentali. L’obiettivo primario deve essere fare punti e dar fastidio. Dobbiamo migliorare nel percepire sistematicamente, in ogni momento, che tipo di gara si sta giocando e che tipo di partita ci viene richiesto, dobbiamo riconoscere quando cambia la partita e adeguarci. Riconoscere il tipo di partita durante la gara stesso è da migliorare per non incepparci e leggere meglio delle situazioni”.

“Come è cambiata la Serie A? Noi difettavamo sull’intensità mentre oggi s’è alzata molto anche da noi e poi tatticamente trovo che è nettamente migliore rispetto all’estero. C’è stata un’evoluzione sotto tanti aspetti, proprio come allenatori e visione del calcio e lo si vede anche in Europa. Oggi è difficile giocare contro una squadra italiana”.