Mondo arbitrale mortificato dalla gestione sul rigore non dato alla Lazio

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Ancora una volta una decisione arbitrale avvelena la lotta Scudetto.

Questa volta è toccato al 35enne arbitro cagliaritano Giuseppe Collu. Il giovane arbitro è considerato da Rocchi uno dei più affidabili fischietti tanto è vero che è quello con più designazioni (8 su 13 giornate) in questo inizio del campionato di Serie A.

Nel finale di gara la Lazio reclama un calcio di rigore per un tocco di braccio del difensore del Milan Pavlovic.

Meglio soprassedere se il tocco di braccio del difensore è da rigore o meno. Ormai su questo tipo di fallo c’è solo tanta confusione destinata a farla ancora da padrona se non si rende meno interpretabile il regolamento.

La cosa che invece ha mortificato il mondo arbitrale è la giustificazione del perché non è stato dato il rigore.

Collu, nell’ormai stucchevole scenetta buona per lo spettacolo gossipparo ma poco utile al calcio, annuncia al popolo che è da rigore il tocco di braccio perché fuori dalla sagoma del corpo. Fin qui tutto bene, tornando sempre alla questione della confusione sui falli di mani/braccia.

Il bello viene dopo. Collu dopo aver rivisto l’azione al monitor SOTTO LA PRESSIONE INVADENTE DI ALLEGRI poi espulso, decide di non fischiare il rigore per un fallo su Pavlovic. Decisione che lascia sconcertati, visto che il fallo è dello stesso Pavlovic che cintura l’attaccante avversario.

Vedremo Rocchi, ormai diventato più una star della TV che un bravo designatore/gestore degli arbitri, quanto sarà bravo ad arrampicarsi sugli specchi per difendere l’operato del suo arbitro.

Piuttosto Rocchi dovrebbe chiarire a tutti, ma innanzitutto proprio agli arbitri, quale dovrebbe essere la GIUSTA e UNIFORME valutazione dei falli di mani/braccia:

  • la distanza ravvicinata è una condizione determinante o meno?
  • se la palla tocca la mano/braccio di un difendente dopo aver toccato prima un’altra parte del corpo è una condizione determinante o meno?

Chiarimento doveroso. A sentire gli esperti moviolisti delle TV dalla carriera arbitrale non proprio brillante, queste valutazioni vengono fatte ad personam o meglio ‘ad magliam’.

Così non va bene…