L’allenatore del Benfica José Mourinho, in conferenza stampa ha commentato la gara di Champions League giocata contro il Napoli allo stadio Da Luz di Lisbona.
Questi i passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni.
“Grande vittoria e grande partita sia collettivamente che individualmente. Difeso a zona contro una squadra molto difficile da affrontare come il Napoli. Abbiamo messo tanta gente al centro e li abbiamo obbligati di saltare. Ci siamo compattati e fatto un pressing alto. Abbiamo saputo difenderci in area negli ultimi dieci minuti contro due giganti. Abbiamo giocato contro una squadra molto forte, con giocatori molto forti e un allenatore fantastico ma il Benfica stasera è stato molto meglio. McTominay? L’ho fatto esordire io e mi ha regalato la maglia. Era molto triste per la sconfitta ma questa è la natura di chi ha mentalità vincente, a Napoli è felice”.
“Dopo sei partite se guardiamo la classifica siamo fuori, ma sono contento di questa partita e di come la squadra sta crescendo, di come altre soluzioni stanno venendo fuori. Due settimane fa eravamo morti in Champions, ma ora siamo vivi. Ora ci concentriamo sulle gare di campionato, per un po’ ci dimentichiamo della Champions e poi ci ripenseremo. Oggi abbiamo fatto due gol, se l’avesse fatta un’altra squadra avrebbero parlato di opera d’arte. A me non interessa, mi interessa solo che i tifosi sono tornati a casa felici. Siamo ancora vivi, l’obiettivo è rimanerci per le prossime due partite”.
“Abbiamo pensato che contro un giocatore come Hojlund ci volesse il nostro giocatore più veloce in difesa, che è Araujo. Contro una squadra che gioca a uomo, invece di avere un giocatore così tecnico, come Pavlidis, era meglio avere un giocatore che va in profondità come Ivanovic. Barrenechea creava un problema ai loro due centrocampisti. O salta il centrocampista e apre più spazi o deve saltare Neres, che non ha come qualità migliore l’occupazione degli spazi difensivi. Il movimento di Barrenechea in quella posizione è stata la chiave in questa partita. Sono i giocatori in campo che fanno la differenza e ci hanno dato quello che avevamo immaginato e pensavamo”.









