Commento e statistiche di Ajax-Napoli 1-6: una prestazione divina che ipoteca la qualificazione

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Il risultato e la meravigliosa prestazione del Napoli non devono sminuire la forza dell’Ajax.

Quella di Amsterdam era la partita più difficile del girone perché si giocava in casa di una squadra che sa giocare un bel calcio e perché si giocava alla terza giornata, che spesso negli anni precedenti ha indirizzato le qualificazioni agli ottavi di Champions.

Il Napoli ha espugnato la prestigiosa Cruijff Arena di Amsterdam come solo le grandi squadre sanno fare:

  • senza rinunciare alla propria filosofia di gioco;
  • colpendo l’avversario nel suo punto debole: la fase difensiva;
  • limitando la sua principale arma d’attacco: il gioco nello stretto al limite e all’interno dell’area di rigore.

Soprattutto il Napoli ha dimostrato di avere la personalità della grande squadra capace di reagire all’immeritato svantaggio nei minuti iniziali.

Ha dimostrato inoltre di aver raggiunto la necessaria consapevolezza nei propri mezzi al punto da far sembrare una normale pratica calcistica quella che è stata una vera e propria prova di forza e di qualità sia tecnica e che fisica.

Ora basta un pareggio nel prossimo turno ancora con l’Ajax al Diego Armando Maradona per conquistare con due turni d’anticipo la matematica qualificazione agli ottavi di finale.

Ma una grande squadra non gioca mai per il pareggio, ma sempre per ottenere il massimo in ogni gara.

Se qualificarsi agli ottavi di Champions è sicuramente il primo obiettivo stagionale, farlo da prima del girone potrebbe aprire scenari europei ‘golosi’ considerando le potenziali seconde degli altri gironi che il Napoli potrebbe affrontare.

Di contro però, l’eventuale qualificazione con due turni di anticipo, potrebbe dare a Spalletti la possibilità di schierare quei…titolari che hanno giocato meno e far tirare il fiato a chi è stato più utilizzato per avere forze più fresche in campionato.

Ma piedi per terra, umiltà e concentrazione: la qualificazione matematica agli ottavi di Champions non è ancora in tasca: è solo ipotecata.

Cosa è piaciuto.

Tutto.

Lo spirito di squadra. Sia i titolari che hanno iniziato la gara sia quelli entrati durante il match, hanno giocato senza paura, con la massima concentrazione, aiutandosi l’un l’altro. Quando non si ha un Maradona in squadra il collettivo è l’arma vincente.

Cosa non è piaciuto.

Niente. Una prestazione del genere con un risultato del genere non può offrire nessuno spunto negativo. Chi lo vuole trovare a tutti i costi…vabbé lasciamo perdere.

L’arbitraggio del francese Letexier.

Il primo vero arbitraggio negativo avuto dal Napoli in questa stagione. Troppo permissivo con gli olandesi pronto ad ammonire ad ogni occasione i calciatori del Napoli, compreso mister Spalletti reo di essersi lamentato con un suo calciatore. Per fortuna che gli azzurri occasioni da cartellino giallo all’arbitro francese non ne hanno (quasi) mai offerte (solo una volta Raspadori) e che gli olandesi hanno commesso falli a volte al limite della sportività che hanno costretto l’arbitro a tirare fuori i cartellini. La sensazione percepita, ma ovviamente è solo una sensazione, è che Letexier si sia comportato come il classico francese che non ama gli italiani.

I numeri della gara.

  • Tempo di gioco: 94’20” – Effettivo: 48’33”;
  • Tiri: Napoli 26 – Ajax 7;
  • Tiri nello specchio della porta gol compresi: Napoli 13 – Ajax 2;
  • Falli contro fischiati: Napoli 6 – Ajax 23;
  • Ammonizioni: Napoli 2 – Ajax 4;
  • Espulsioni: Napoli 0 – Ajax 1;
  • Corner: Napoli 4 – Ajax 4.