Gli avversari. Il Torino di Juric ha riscoperto il ‘Cuore Toro’

0
742



Tutto è nato dalla tragedia di Superga del 4 maggio 1949 che ha privato il calcio mondiale di quel Torino che all’epoca era considerata la squadra più forte del mondo.

Una squadra di ‘invincibili’ diventata così leggenda, una leggenda chiamata ‘Cuore Toro’.

Il ‘Cuore Toro’ dai ‘veri’ torinesi di vecchia data è spiegato come quel senso di appartenenza che si impadronisce dell’anima di chi indossa la maglia granata, onorando così la storia tramandata di padre in figlio legata a quella squadra e al mito del campo Filadelfia.

Un senso di appartenenza che spinge chi indossa la maglia del Torino a mettere in campo tutto se stesso, e anche di più, per raddrizzare una partita che sembra compromessa in maniera irrimediabile.

Negli ultimi anni il ‘Cuore Toro’ ha rallentato il suo ritmo, ma in questa stagione è tornato a battere forte grazie all’arrivo in panchina di Ivan Juric.

Juric ha portato in dote al Torino la tenacia e la grinta di chi è nato nella ex Jugoslavia ed è abituato a lottare per emergere.

Le squadre di Juric non a caso fanno della grinta e della fisicità il punto di forza, con duelli uomo contro uomo a tutto campo spesso ai limiti del regolamento.

Squadra compatta quando difende, ma quando attacca è pronta a giocare in ampiezza sfruttando molto le fasce laterali e gli inserimenti negli spazi dei centrocampisti. Ne sa qualcosa il Napoli di Gattuso che con il Verona di Juric la scorsa stagione ha conquistato un punto solo dei sei disponibili.

Juric punta molto sul moto perpetuo dei due esterni Singo a destra e Ola Aina o Ansaldi a sinistra. Con Sanabria che rientra a poche ore dal match dal Sudamerica e Belotti e Zazza non ancora al top della condizione, Juric deve risolvere però qualche problema in attacco.

Se Juric non dovesse snaturare la sua filosofia di gioco che vuole la difesa della sua squadra molto alta anche per portare un pressing asfissiante sui portatori di palla avversari, allora potrebbe aprire al Napoli gli spazi giusti per gli inserimenti letali di Osimhen e compagni.

Il Torino in questo inizio di stagione non ha ancora trovato i giusti equilibri e ha enormi difficoltà ad andare in gol nella prima mezz’ora (0 gol segnati), ma non molla mai come dimostrano il 67% dei gol segnati negli ultimi quindici minuti di gara.