I focus. Juventus-Napoli: la conferenza stampa di Conte in cinque punti

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L’allenatore del Napoli Antonio Conte in conferenza stampa ha presentato la sfida di campionato contro la Juventus, in programma allo Stadium di Torino sabato 21 settembre alle ore 18:00.

Questi i passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni dopo il ricordo di ‘Totò’ Schillaci.

Sull’importanza della gara con la Juventus.

“Col mercato che è finito così tardi, c’è una fase di assestamento. Stiamo tutti lavorando sodo per trovare la giusta quadra. Ogni partita vale tre punti. Mi aspetto di dare continuità, di crescere, sotto tanti punti di vista, non fermarci a pensare cosa è stata l’ultima partita e non illuderci perché ogni santa partita per noi è un test a volte può essere un esame a livello tattico, ambientale, temperamentale. Dobbiamo affrontarlo con la massima serietà al di là di chi c’è di fronte”.

Sulle aspettative della gara.

“Oggi è presto per dire se è una sfida che conta per noi o per loro. Partiamo su due livelli diversi, rispetto all’anno scorso ci sono 18 punti da recuperare, ma sicuramente entrambe avranno voglia di rivalsa. Ci auguriamo al ritorno in casa nostra che si possa parlare con maggiori certezze”.

Sull’aspetto emotivo personale della sfida contro la sua ex squadra.

“Ci sarà grande emozione nel tornare in quello stadio, sarà la prima volta con i tifosi perché tornai col Covid. La mia storia parla chiaro. Tredici alla Juve da calciatore, capitano per diversi anni, vincendo praticamente tutto. Ho avuto la possibilità di allenare tre anni in un periodo difficile della Juve, aprendo un ciclo di nove anni di Scudetti. Faccio parte della storia della Juventus e nessuno può togliermela. La carriera da allenatore mi ha portato in piazze diverse, che ho onorato diventando il primo a difendere i colori per queste squadre”.

Ancora sulla gara con la Juventus.

Dobbiamo indossare un bell’abito, ho il piacere con i ragazzi di offrire sempre un bello spettacolo. Durante le partite devi essere pronto con il tuo bell’abito, appena uscito dal sarto, a sporcartelo. E’ il connubio vincente per le grandi squadre, ci sono diversi momenti della partita. L’anno scorso si pensava spesso ad attaccare e c’era disequilibrio o non c’era voglia feroce di riconquistarla o di ricompattarsi, noi su questo stiamo lavorando. Thiago Motta? Raccoglie un’eredità pesante, un allenatore che ha scritto parecchie pagine di storia come Allegri. Non è una cosa banale allenare lì dove c’è richiesta di vittoria”.

Sul momento del Napoli.

“Abbiamo più centimetri rispetto all’anno scorso? L’aspetto fisico è importante nel calcio di oggi. Il calciatore top deve essere forte, veloce e resistente, la qualità non la consideri perché deve esserci. Noi dobbiamo essere una squadra forte, veloce e resistente, ci stiamo lavorando. Ci sono elementi nuovi che stiamo inserendo su quella base di 10-12 giocatori che abbiamo scelto col club di confermare. I nuovi stanno capendo l’idea di calcio che vogliamo fare. Si adattano alla tipologia di lavoro anche dal punto di vista fisico, metabolico, di forza, cosa chiede il tecnico, sono contento perché sono ricettivi e possono darci un buon contributo. Sulle coppe sapete che io dico sempre la verità: c’è un vantaggio e uno svantaggio. Per me che sono al primo anno mi dà modo di lavorare di più, altrimenti con 3 partite il lavoro è ridotto, quando arrivi in un nuovo club hai bisogno di tempo per lavorare sulle tue idee. Lo svantaggio è che senza coppe fai una rosa che non è competitiva come quelle per l’europea. Anziché 25-26 elementi ne hai 17-18″.