Giuseppe ‘Beppe’ Marotta, con Italo Allodi e Luciano Moggi, può considerarsi uno dei dirigenti più competenti del calcio italiano. Forse, come gli altri due, semplicemente uno dei più profondi conoscitori dei ‘segreti calcistici’ per costruire squadre vincenti.
Nato a Varese 68 anni fa, Marotta si fa notare soprattutto per il suo ottimo lavoro alla Sampdoria. Lascia il club ligure nel 2010 per ricostruire una Juventus vincente dopo lo scandalo di calciopoli del 2006.
Non a caso la Juventus torna a vincere uno Scudetto nel 2012, alla seconda stagione in bianconero di Marotta. Era l’anno del famoso gol annullato al milanista Muntari. Il club bianconero rilanciato dal lavoro di Marotta, ne vince 7 consecutivi arricchendo la bacheca anche con 3 Supercoppe Italiane e 4 Coppe Italia.
Marotta lascia la Juventus nella stagione 2017-18, proprio quella che ha visto lo spettacolare Napoli di Sarri perdere uno Scudetto malgrado i 91 punti conquistati. Quella stagione fu caratterizzata dall’avvento del VAR che, da efficace nel girone di andata, andò poi in tilt nel girone di ritorno con diversi errori arbitrali che hanno cambiato in positivo i risultati della Juventus.
Come la Juventus anche l’Inter, prima dell’ingaggio di Marotta, era in una condizione di sofferenza perché non vinceva uno Scudetto dal 2010, anno del triplete con Mourinho. Non a caso alla terza stagione di Marotta l’Inter torna campione d’Italia nel 2021. Nel 2024 arriverà poi il bis. Inoltre al palmares nerazzurro si aggiungono anche 2 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiane. Il ‘cruccio’ di Marotta però è che, prima il Milan nel 2022 e poi il Napoli nel 2025, gli negano la gioia di vincere il titolo anche con l’Inter almeno per due anni consecutivi.
La stima e l’apprezzamento del lavoro di Marotta va oltre la presidenza dell’Inter, dove è anche presidente del Consiglio di Amministrazione e amministratore delegato. Infatti Marotta è anche consigliere della Lega di Serie A e consigliere della FIGC. Chissà, forse proprio per questo profondo conoscitore dei ‘segreti calcistici’ per costruire squadre vincenti.
L’Inter, Milan permettendo, è lanciata verso il terzo Scudetto della gestione Marotta. Però la sfortuna sembra perseguitare il buon Marotta, visto che anche questa volta il suo ottimo lavoro rischia di essere offuscato dagli errori arbitrali che stanno favorendo l’Inter direttamente (con gol arrivati dopo palle uscite dal campo o dopo fuorigioco non visti, fino all’espulsione invertita Kalulu-Bastoni) o indirettamente (vedi gli errori arbitrali che hanno danneggiato il Napoli).
Ma cosi come dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna, allo stesso modo dietro un grande dirigente c’è una grande proprietà.
Non a caso la proprietà dell’Inter di Marotta è di uno dei più grandi fondi d’investimento al mondo, il canadese Brookfield (fonte Sole24Ore).
Un fondo d’investimento così importante può rappresentare un ottimo riferimento per chi ha dei capitali o semplici stipendi da investire per fare qualche soldino in più…ma questo non c’entra nulla con il calcio giocato…almeno si spera!






