Seconda sconfitta stagionale in campionato per il Napoli di Conte. Ancora una volta prima di una sfida di Champions come capitato già con il Milan.
Inutile entrare nel merito della prestazione e del gioco della squadra di Conte. A Napoli è un discorso che non interessa più, visto che come Milano e la Torino bianconera è diventata una piazza ‘risultatista’.
Ma ragionando da ‘risultatisti’ il rammarico è che, al netto della rete giustamente annullata a Lang per fuorigioco su palo colpito da Politano, il Napoli non ha segnato nessun gol regolare alla peggior difesa del campionato. Qualche occasione da gol importante il Napoli l’ha comunque creata. La migliore è capitata a Olivera che solo nell’area di porta, da perfetto terzino non abituato al gol, tradito dall’emozione ha completamente mancato la palla.
Ciò che invece fa riflettere, sono alcuni segnali arrivati dalla sconfitta di Torino.
Mettiamo da parte il discorso infortuni e la reattività degli azzurri che sembrano sempre più lenti degli avversari. Meglio soffermarsi sul rendimento di alcuni calciatori e su alcune scelte di Conte poco convincenti, che con il Torino hanno vanificato la voglia e la qualità di De Bruyne.
Lucca. La cifra spesa per questo attaccante senza titoli e senza esperienza internazionale è importante. Più del triplo di Simeone bi-campione d’Italia e con 13 presenze in Champions. Ovviamente non si vuole rimpiangere Simeone che con Conte nella scorsa stagione ha avuto poco minutaggio. Però da un centravanti 25enne, quindi nel pieno della maturità calcistica e che gioca nella squadra campione d’Italia, è giusto pretendere un contributo maggiore nell’aiutare i compagni e in fase di rifinitura. Lucca è sembrato un copro estraneo al resto della squadra. Ha mostrato delle difficoltà anche nei duelli fisici con gli avversari, malgrado la notevole stazza, e nel gestire individualmente il pallone. L’unico alibi che potrebbe scagionare Lucca è che non viene quasi mai messo in condizione di battere a rete. Del resto come è capitato a Lukaku lo scorso anno e come capita a Hojlund. Però loro hanno trovato il modo per rendersi utili.
Di Lorenzo. Nel Napoli ha saltato soltanto un tempo e mezzo con il City per l’espulsione e la gara con lo Sporting per squalifica. E’ un giocatore importante per le fortune di una squadra e non a caso tutti gli allenatori lo hanno utilizzato sempre, proprio come sta facendo Conte. Solo che ora il capitano ha 32 anni e neanche in Nazionale riesce a godere di qualche minuto di riposo. Con il Torino è sembrato poco lucido in difesa, soprattutto in occasione del palo di Vlasic, e con poche energie fisiche e mentali in fase offensiva. Ma non è colpa sua: è ‘straspremuto’. Conte parla tanto di rotazioni e utilizzo della rosa e che lui non guarda in faccia a nessuno: anche Di Lorenzo rientra in questo discorso oppure lui è esentato?
Elmas. La sfortuna ha privato Conte della disponibilità di McTominay con il Torino. Pazienza. Ma perché schierare due terzini sinistri e non utilizzare al posto di uno dei due fin dall’inizio Elmas, che potrebbe essere un più adeguato sostituto dello scozzese? Elmas non è stato acquistato anche per questo? Discorso che potrebbe coinvolgere anche Lang, utilizzato con il contagocce da Conte. Senza coraggio…
Il campionato è appena alla settima giornata è la sconfitta in quanto tale non va drammatizzata più di tanto, anche perché tutto potrebbe essere cancellato martedì sera in Olanda e sabato pomeriggio al Maradona.
Il Napoli ha le carte in regola per conquistare una doppia vittoria e vincere in una piazza ‘risultatista’ è l’unica cosa che conta.
Buon Forza Napoli a tutti!






