Raspadori: Sognavo di essere protagonista di Napoli-Juventus”

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L’attaccante del Napoli Giacomo Raspadori ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di DAZN.

“Sognavo di essere protagonista di Napoli-Juventus. Avere la possibilità davanti a un tifo del genere e davanti a tante persone di giocare in una partita così importante ti carica di responsabilità. Però c’è la tensione giusta.

Si fa fatica ad abituarsi a vedere il proprio nome sulla maglietta, ancora più difficile è farlo se si vede su questo tipo di maglia così prestigiosa che è stata indossata da grandi giocatori. Ho conservato ancora sporche le maglie dei primi due gol.

Spalletti? Con lui sto cercando di migliorare su tutti quei dettagli che possono essere un valore aggiunto per la squadra e dare modo a me di esprimermi come singolo. Quello che vediamo prima delle partite poi ce lo ritroviamo in campo. È un grande aiuto perché se hai già visto la situazione prima, poi sai come comportarti.

Mancini? Mi ha concesso una grande occasione, nonostante le poche presenze in Serie A. Non smetterò mai di ringraziarlo, mi ha dato l’opportunità di esserci all’Europeo. Ora tocca a noi andare a ricostruire e riportare l’Italia dove merita di stare. I talenti ci sono, l’entusiasmo c’è, la voglia di esprimersi nel migliorie dei modi c’è, possiamo farcela

Sono molto competitivo: o vinco o vinco. Può essere un grande pregio, ma anche un difetto perché ci sono partite che non mi fano dormire come ad esempio la mancata qualificazione ai Mondiali.

Il movimento senza palla e il primo controllo sono le due caratteristiche dove penso di essere più bravo. Giocare in cortile con gli amici di mio fratello più grandi è stato un aspetto importante: la tecnica di base la impari giocando per strada.

Numero di Maglia? Il Cholito è arrivato prima di me e ha preso il 18, il numero che avevo al Sassuolo e giorno della mia data di nascita. Ho deciso di invertire le cifre e prendere l’81, anche perché il prefisso di Napoli è 081.

Cosa toglierei ai miei compagni? A Osimhen il colpo di testa, è pazzesco, al Cholito il movimento in area, a Politano il tiro a giro. A Kvara e Lozano l’uno contro uno.

Napoli è stata la mia prima scelta, il posto migliore per potersi esprimere, crescere e imparare nuove cose . Ho sentito forte l’interesse della società e del mister, è stata una scelta che ho preso in un attimo”.