Spalletti: “A me piacerebbe se i miei calciatori venissero paragonati all’istinto del predatore, che quando vede la preda la porta a casa”

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Fonte SSC Napoli



L’allenatore del Napoli Luciano Spalletti è intervenuto al ‘Festival di Casa Corriere’ organizzato dal Corriere del Mezzogiorno che si è tenuto a Palazzo Reale a Napoli e ha parlato anche del momento della squadra.

Questi i passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni.

Ci eravamo complicati un po’ la corsa alla qualificazione in Europa League, ma con l’importante vittoria di ieri abbiamo rimesso a posto le cose.

Ci sono queste tempistiche così ristrette per preparare le partite e tocca ai calciatori dimostrare di essere dei professionisti impeccabili. Noi abbiamo la fortuna di aver reclutato dei calciatori di tutta qualità, pieni di professionalità, puntualità. Non riesco a gioire più di tanto quando finisce la partita, il pensiero va subito all’altra partita perché arriva sempre a distanza ravvicinata.

Con la nuova regola delle 5 sostituzioni le partite spesso vengono determinate da chi entra dopo. È una regola importante perché con le 5 sostituzioni si può cambiare il 50% della squadra e si può ribaltare il risultato. Non è facile far capire che chi entra dopo non è una riserva. Dico da sempre che ci sono i titolari dei 30 minuti e quelli dei 60 minuti.

Un allenatore deve essere giusto, deve evidenziare il percorso da fare, essere credibile. Bisogna infondere delle cose che si devono conoscere. Sappiamo bene quale strada indicare, dove portare la squadra. I ragazzi hanno fatto vedere che sono interessati e partecipano a questo discorso. Ho imparato tante cose perché qui ci sono calciatori del livello di Koulibaly, Insigne, Fabian, che sanno da soli come si fa.

I calciatori vanno esaltati perché il gruppo ne esce rafforzato. È cresciuta la mentalità della squadra. A me piacerebbe se i miei calciatori venissero paragonati all’istinto del predatore, che quando vede la preda la porta a casa. Se riuscissero i miei calciatori ad essere un po’ predatori così, che quando vedono la partita vogliono vincerla sempre, sarebbe importante.

A chi paragono Osimhen? A Weah, probabilmente meno tecnico ma ugualmente forte dal punto di vista della qualità.

Napoli e Roma un po’ si somigliano, ma io la pressione me la produco da solo perché ne ho bisogno per rendere al massimo. Me lo inietto da solo quel veleno che poi mi permette di averne di più quando me lo iniettano gli altri, così non vado in difficoltà. Roma e Napoli ti bruciano pure se non sei pronto all’amore e alla passione della città.

Napoli è una città gioiosa, te lo dicono subito. Io non faccio una vita mondana, resto sempre a Castel Volturno, preparo le cose per il giorno dopo. A cena fuori ogni tanto vado perché a Napoli si mangia bene. In tangenziale la mattina si trova questo traffico, con i motorini che arrivano da ogni parte, non sai dove ti arriva la sberla. Ma si percepisce quest’ingrediente del voler essere intensi in ogni cosa che si fa, del voler aiutare in ogni cosa, nel volere stare vicini alla squadra.

Con il Verona dovremo fare una prestazione corretta. Nella felicità di questi risultati abbiamo scoperto tante belle cose e vogliamo darvi continuità. Noi siamo una squadra che ora si conosce abbastanza bene, ma può ancora crescere. Sono fiducioso di poter fare ancora meglio.

Sua maestà Koulibaly mancherebbe a tutti. Ma abbiamo una rosa che ci permette di stare tranquilli perché ci sono calciatori capaci di affrontare ogni situazione.

Abbiamo una maglia importante che va riempita con cose importanti sempre, non possiamo vestirci una volta in un modo e un’altra in un altro. Vogliamo andare a vincere più partite possibili, poi se ci sono squadre più forti di noi lo vedremo strada facendo. Vincere le partite dipenderà da molte cose, ma noi ci prepareremo bene“.