Spalletti in conferenza: “Non dobbiamo dimostrare niente, anche se hai perso non significa che il lavoro è stato sbagliato”

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L’allenatore del Napoli Luciano Spalletti in conferenza stampa ha presentato la sfida di campionato contro la Lazio al Maradona.

“Emergenza? La rosa è di un certo livello. Già nelle prime partite era fuori Mertens per l’operazione, a centrocampo c’erano pochi per 3 partite ed abbiamo fatto ciò che volevamo. Noi non dobbiamo dimostrare niente. Non dobbiamo innervosirci ma dobbiamo lavorare ogni giorno in maniera seria. Dobbiamo essere superiori a ciò che s’è proposto la volta precedente, senza farci condizionare. Se prendiamo una situazione dopo 30 secondi a Mosca il primo che deve fare un esame sul lavoro sono io e non i calciatori. Bisogna capire ciò che arriva ai singoli calciatori, è più importante a volte un silenzio per ritrovare il comportamento anziché frasi fatte.

Che energia può dare Maradona alla squadra? Maradona è sempre nei pensieri dei calciatori, c’è chi vorrebbe emularlo.

Veniamo da 2-3 risultati che non sono stati quelli che avremmo voluto e la partita con la Lazio assume un peso diverso. Abbiamo davanti una squadra del nostro livello, di quelle sette che fanno parte del condominio. Servirà una continua evoluzione di dove vogliamo portare il nostro calcio e lavorare seriamente ogni giorno senza lasciarsi ribaltare da un risultato. Dentro ogni partita poi ci sono gli episodi, purtroppo è così anche se hai perso non significa che il lavoro è stato sbagliato.

Insigne e Fabiàn? Hanno svolto l’intera seduta in gruppo con grande intensità e sono pronti per partire dall’inizio.

La linea è sottile tra propongo qualcosa di diverso e trasmetto confusione alla squadra. Se guardiamo le squadre forti europee sanno adattarsi e ci mettono tante cose nelle partite, iniziando in un modo e poi cambiando qualcosa. Una costruzione a 4 o a 3 non fa trovare la stessa misura nelle pressioni degli avversari. C’è il rovescio della medaglia nello smarrire sicurezze ed è un equilibrio sottile, ma sono convinto che avere più soluzioni abbia dei vantaggi.

Sarri? Avversario difficile. In tutte le sue squadre si vede organizzazione di gioco, squadra corta e ragnatela di passaggi. Sarà una partita di livello.

Centravanti? Osimhen è unico con caratteristiche complete, gli si può migliorare e raffinare la tecnica. Mertens nelle scelte di posizione e nella tecnica non sbaglia niente ma non ha lo strappo di 60 metri di Victor ma mette il pallone dove vuole. Petagna ha caratteristiche diverse da loro. Siamo completi sotto questo punto di vista”.

Gol trequartisti? Non ricordo i numeri ma dobbiamo fare qualcosa di più. Dobbiamo entrare di più dentro il campo e portare qualità nello stretto e per questo lavoriamo anche con il 3-4-2-1.

Mertens non ha tanti problemi nella confidenza con la porta è l’attaccante che c’è o non c’è, che vedi e poi non lo trovi. Se chiedono al centrale difensivo chi ti piacerebbe marcare loro dicono quello più visibile e grosso e piace meno marcare invece quello piccolino”.