Spalletti in conferenza: “Una qualificazione che conta molto, ma bisogna restare tranquilli per lavorare con serietà”

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L’allenatore del Napoli Luciano Spalletti in conferenza stampa ha commentato la gara di Champions giocata contro l’Eintracht Francoforte al Maradona.

“Una qualificazione che per noi conta molto. Se nella storia del Napoli non c’eravamo mai riusciti vuol dire allora che non è un traguardo facile, abbiamo portato a termine questa impresa.

La squadra è stata matura nel cambiare atteggiamento. Glasner ha cambiato strategia rispetto a tutto il campionato. Il fatto di non concedere niente e ritagliarsi gli spazi e comandare la partita è segno di aver lavorato correttamente, senza mai perdere la testa.

Era difficile immaginare il +18, lo era pure per voi difficile immaginarlo, anche accettarlo, ma vedendo come abbiamo iniziato la competizione sin dalla prima partita è chiaro che diventa problematico ripetere sempre queste prestazioni. Ma la squadra è riuscita a farlo e bisogna fargli i complimenti ma restando tranquilli per lavorare con serietà. I complimenti ci fanno piacere, soprattutto quelli di grandi allenatori, un po’ sono corretti, un po’ sono per buttare addosso l’attenzione per scrollarsela loro l’aspettativa.

Osimhen è uno che ha ancora potenzialità inespresse. Ci fa piacere come nelle ultime partite che oltre a fare gol vada a pulire delle situazioni creando opportunità o tenendo palla per prendere forma come assetto di squadra. Ha vampate, esplosività per andare su altissimo, e bisogna usare queste partite per essere ancora più pronti successivamente.

Incidenti? Quando si è parlato di vengono e non vengono, non si è parlato di essere uniti contro la violenza, non ci sono solo quelli della squadra avversari ma si riuniscono tutti quelli che vogliono fare casino. Non bisogna andare fuori a cercare altre cose, ma festeggiare per il traguardo storico. Questi calciatori hanno fatto un qualcosa di storico, che vanno oltre i contratti, che servono a vestire la maglia in lunghezza, ma queste partite ad averla sempre addosso per la vita. I tifosi devono essere di quel livello lì. Anche mio figlio sull’aereo ha incontrato tutti napoletani che cantavano, questa è Napoli, non quel casino lì”.