Vigilia di Napoli-Genoa: la conferenza stampa di Antonio Conte in tre punti

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L’allenatore del Napoli Antonio Conte in conferenza stampa ha presentato la sfida di campionato in programma domani allo stadio Maradona.

Questi i passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni.

14.30 – Inizia la conferenza stampa

“Mancano tre partite e il lavoro non è finito, quindi continuiamo a lavorare in maniera seria come fatto finora. Sto trovando grande responsabilità nei tifosi e mi dicono la cosa più bella: grazie. Nessuno mi chiede del mio futuro, il resto è noia. Testa, cuore e gambe il mio mantra? Ciò che muove tutto è la testa. Quale vocabolo mi piacerebbe aggiungere? Un qualcosa che si sta perdendo nei giovani: resilienza, essere pronti a sopportare la fatica, l’ostacolo, superarlo, andare oltre. Spesso è volentieri appena arriva la fatica o l’ostacolo si molla”..

“Lobtoka ieri è rientrato in gruppo domattina con la rifinitura prenderemo la decisione migliore. Ha esperienza e maturità che lo portano ad essere forte ed importante negli ingranaggi, non vorrei farne a meno. Neres oggi ha fatto allenamento e penso che possa essere convocato per la panchina anche per assaggiare di nuovo l’atmosfera. Buongiorno è ancora fermo, non ha ripreso l’attività, dovremo aspettare. Juan Jesus muore dalla voglia di tornare, lui dice che è pronto ed i dottori frenano”.

“Cosa cambia giocare prima o dopo l’Inter? Dobbiamo essere bravi a indirizzare la pressione nella maniera positiva affinché sia un aiuto a stare concentrati, avere voglia, motivazione. Penso che le prossime due gare dovremo giocare in contemporanea e sarà anche meglio. Giocare prima o giocare dopo non cambierà niente a prescindere. Dobbiamo pensare al nostro, sapendo bene che affrontiamo una squadra che ha reso difficile la vita a tanti e che verrà a giocarsi la partita per dare fastidio, come giusto che sia”.

“Con il Genoa è’ una gara, come le prossime due, difficile perché comunque ci giochiamo la vita a livello sportivo e loro vorranno fare bella figura. Non ho visto nessuno che depone le armi prima di giocare tanto meno contro il Napoli in questo momento.

“Sofferenza nei secondi tempi? Ci sono stati secondi tempi in cui hai sofferto di più, ma spesso è una percezione ma per la paura che ci possano pareggiare. Ci sono state partite anche con secondi tempi importanti che hanno cambiato la storia della gara come con Juventus, Inter, tante in cui abbiamo gestito bene fino all’ultimo come col Torino, il Lecce. Fa parte anche di un percorso di crescita di un gruppo di ragazzi che s’è trovato in testa per tantissime giornate in maniera inattesa. Quando soffriamo, ci diventa bella la sofferenza ricordando l’anno scorso dove si è sofferto veramente”.