Il pareggio con l’Inter capolista, COME RISULTATO, non è certamente da buttare via perché tiene ancora la squadra di Spalletti in corsa per lo scudetto. Però le percentuali di vittoria finale sono crollate soprattutto con l’Inter in vantaggio negli scontri diretti.
Le due facce della prestazione invece sono un po’ il riassunto della stagione del Napoli: primo tempo da grande squadra in grado di battere chiunque, secondo tempo da squadra che perde punti preziosi per improvvisi timori o blocchi mentali.
La canzone dell’ultimo Sanremo “Ciao Ciao” de ‘La Rappresentante di Lista’ addirittura potrebbe essere l’inno al sogno scudetto del Napoli.
Con la testa. Non sempre ha aiutato la squadra a gestire gare abbordabili come ad esempio con Sassuolo, Verona, Empoli, Spezia: sono questi i veri punti che il Napoli deve rimpiangere (cosa successa anche nelle due gare di Europa League con lo Spartak Mosca che hanno costretto il Napoli a giocare un evitabilissimo play-off con il Barcellona). Così come è venuta a mancare la giusta lucidità e il giusto coraggio per gestire e chiudere partite con squadre più blasonate dove il Napoli poteva raccogliere qualche punticino in più. Così come alcune scelte di Spalletti, soprattutto nei cambi a volte tardivi, non sempre hanno convinto. Ultima i pochi minuti concessi a Mertens con l’Inter e senza mai provarlo al fianco o alle spalle di Osimhen.
Con le mani. Sono quelle del portiere dell’Inter Handanovic dalla ‘papera’ facile con altre squadre (una che ha regalato la vittoria al Milan nell’ultimo derby) ma miracoloso con il Napoli. Le sue parate decisive tra andata e ritorno hanno tolto tre punti al Napoli (uno all’andata e due al ritorno) dirottandoli all’Inter. Senza Handanovic la classifica poteva essere: Napoli 56 – Inter 51 ma…quella che conta è la classifica reale.
Con i piedi. Sono quelli di Osimhen che non riesce proprio a fare gol a Juventus (affrontata tre volte), Inter (affrontata 3 volte) e Milan (affrontata 1 volta). Sono anche quelli poco caldi di Politano (appena 1 gol segnato in questo campionato) e di Insigne che proprio su azione non riesce più a segnare.
Con il ‘culo’ (degli altri). L’Inter pareggia dopo pochi secondi dall’inizio del secondo tempo con un rimpallo fortuito e magari con il passare dei minuti con il Napoli in vantaggio poteva svilupparsi una diversa trama della partita. L’Empoli segna con la nuca di Cutrone ‘colpito’ da un rilancio di un difensore del Napoli. L’autorete di Juan Jesus e il clamoroso errore di Lozano a porta vuota con lo Spezia. Tanti punti persi con un solo tiro subìto in porta (quello di Dzeko).
Con gli occhi. Sono quelli delusi dei tifosi che hanno lasciato il Maradona. L’Inter vista contro il Napoli è sembrata fin troppo battibile e la mancata vittoria è considerata forse una grandissima opportunità persa per alimentare un sogno nel quale quasi nessuno credeva ad agosto. Vero che l’obiettivo dichiarato a inizio stagione da tecnico e società è il ritorno in Champions, ma una grande squadra per essere tale deve sempre puntare a vincere i trofei. Le percentuali del possesso palla, dei passaggi riusciti, dei tiri fatti e subìti non hanno un albo d’oro.
Ciao Ciao. Ma il Napoli non ha detto addio allo scudetto, lo avrebbe fatto di certo con una sconfitta. Ci sono ancora tante partite da giocare, tornano le coppe europee e il campionato ha detto che le ‘piccole’ trappole possono scattare con chiunque e in qualunque momento. Il Napoli per il momento allo scudetto ha detto solo “Ciao Ciao”.
Buon Forza Napoli a tutti.





