Conte ha perso la dote del motivatore? L’ostinazione con i ‘Fab Four’ e la difesa a tre non sta pagando, anzi…

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Chi si meraviglia di questo Napoli, giustamente inebriato dallo Scudetto vinto, forse non ha ben notato come ha giocato in questi due anni.

Salvo qualche buona mezza partita giocata a macchia di leopardo nell’arco di due campionati, ha sempre palesato difficoltà nel creare VERE occasioni da gol. Spesso i tifosi hanno lasciato lo stadio con il dubbio sulle reali capacità dei portieri avversari, spesso mai impegnati SERIEMENTE.

I tifosi hanno invece quasi sempre lasciato lo stadio con la sensazione di aver visto una squadra senza VERI principi di gioco studiati, collaudati, assimilati. Di contro l’unica cosa percepita è che le giocate dei singoli che lo scorso anno hanno portato alla vittoria dello Scudetto, soprattutto quelle di Orsolini e Pedro, non sempre pagano quando manca una precisa identità di squadra. E il Napoli non ce l’ha.

La cartina tornasole della filosofia contiana è il fallimento in Champions, l’ennesimo della storia. In Europa il clean-sheet non è un obiettivo. Al contrario, l’obiettivo è pensare soprattutto a segnare sempre e senza preoccuparsi di gestire le partite con il minimo vantaggio.

E’ in questa direzione che già da tre-quattro anni va il calcio europeo, anche nei campionati nazionali.

Conte è bravo a deviare il discorso delle cose che non vanno nella sua squadra, puntando molto sugli alibi. Prima gli arbitri, poi gli infortuni, poi i pullman posizionati davanti la porta dalle difese avversarie, ora le voci di calciomercato.

Spinazzola quale valida alternativa a Di Lorenzo per tornare alla difesa a 4. Magari si potrebbero così valutare le reali qualità di Beukema nel suo ruolo naturale di centrodestra, riportare Buongiorno in quello di centrosinistra, avere la qualità offensiva di Gutierrez a sinistra.

McTominay e De Bruyne preferiti in ruoli a loro poco congeniali pur di avere tutti i centrocampisti in campo. A proposito ma Gilmour, che potrebbe portare in dote quelle verticalizzazioni che latitano nel gioco di Conte, è ancora un calciatore del Napoli?

La rinuncia alla freschezza atletica e mentale sia di Alisson Santos che di Giovane, anche loro NON messi nelle condizioni ideali per incidere quando schierati da trequartista il primo da vice-Hojlund il secondo.

L’unica punta impegnata solo nella lotta libera con i difensori avversari, senza essere mai messo in condizione di tirare verso la porta in maniera pulita…come capita ai centravanti di quasi tutte le squadre europee.

Il perché di queste scelte è ciò che vorrebbero sapere i tifosi, curiosità destinate a rimanere senza risposte. Anche perché Conte è favorito a deviare certi discorsi grazie a un contradditorio mai determinato, addirittura mai LIBERO.

Conte ha giustificato la NON gara con la Lazio con un possibile contraccolpo dopo il pareggio di Parma. Scusa che non regge, perché il pari del Tardini ha di fatto solo messo il sigillo sullo Scudetto vinto meritatamente dalla macchina da gol dell’Inter.

Soprattutto una scusa boomerang per un allenatore che guadagna ben 9 milioni l’anno se, oltre a dei validi principi di gioco, fa mancare alla squadra anche la sua principale dote del grande motivatore. Può capitare se alla squadra si lancia il messaggio ‘libera responsabilità’ che non c’è differenza tra secondo e quarto posto, come fatto da Conte nel pregara con la Lazio.

Al Napoli mancano 8 punti per la certezza matematica della conquista di un posto Champions, senza doversi preoccupare della situazione negli scontri diretti.

I primi 3 devono OBBLIGATORIAMENTE arrivare già con la Cremonese…senza aspettare i favori involontari delle dirette contendenti…in caso di mancata vittoria venerdì sera, non ci potrà essere alibi che tenga…né per la squadra né per Conte.

Conquistare la qualificazione in Champions, poi toccherà all’impeccabile (con Conte) De Laurentiis tirare le somme!

Buon Forza Napoli a tutti!