Il Napoli dei tanti (troppi) errori, affossato anche da arbitraggi che sembrano seguire un disegno ben preciso

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Complimenti al Lecce. Per quanto visto al San Paolo ha meritato la vittoria con il Napoli padrone della partita solo per venti minuti.

Una sconfitta amara per gli azzurri figlia degli errori che il Napoli si porta dietro ormai dall’estate 2018 quando ha perso l’occasione per rilanciare gli stimoli e la voglia di emergere della rosa. Errori poi continuati nell’estate successiva con proclami inopportuni e l’inseguimento a calciatori che per ingaggio e ambizioni nel 99% dei casi a Napoli vedremo difficilmente (come poi è successo).

Se poi si susseguono le scelte sbagliate di uomini e di formazione di Ancelotti prima e di Gattuso poi, i clamorosi errori in zona gol e gli errori individuali in fase difensiva, è del tutto normale la perdita di status di principale antagonista della Juventus che il Napoli si era meritatamente guadagnato.

Se quella di antagonista della Juventus, almeno per questa stagione, non era la giusta dimensione del Napoli non lo è nemmeno quella di squadra da metà classifica.

Al Napoli, con tutti i suoi limiti e i suoi errori che bisogna riconoscere con la massima onestà intellettuale, mancano dai 7 ai 10 potenziali punti in classifica che gli avrebbero permesso di lottare per la zona Champions. Sono quelli sottratti dai rigori netti non fischiati da arbitri che con un atteggiamento presuntuoso non hanno avuto neanche l’umiltà di verificare al VAR la bontà della loro scelta risultata invece sbagliata.

Un atteggiamento presuntuoso e una mancanza d’umiltà che ha colpito nell’ordine gli arbitri Di Bello (Napoli-Cagliari), Manganiello (Napoli-Brescia), Doveri (Torino-Napoli), Giacomelli (Napoli-Atalanta), Calvarese (Napoli-Genoa), Mariani (Napoli-Juventus) e Giua (Napoli-Lecce).

Non è vittimismo o la ricerca di un alibi per le sconfitte, ma è solo cronaca per DENUNCIARE e PROVARE A SMONTARE quello che sembra essere UN DISEGNO PRECISO che sta CONTRIBUENDO AD AFFOSSARE UNA SQUADRA CHE FORSE CREA UN DISAGIO CON LE SUE PARTECIPAZIONI CONSECUTIVE ALLA CHAMPIONS LEAGUE (e i relativi introiti), così come la nostra redazione ha fatto anche dopo la vittoria del Napoli sulla Juventus [LEGGI QUI].

Solo una sensazione? Può darsi, anzi si spera. Ma se due indizi fanno una prova cosa fanno sette indizi?

Una cosa è certa. Anche se una squadra attraversa un momento difficile, che si chiami Napoli o Palermo piuttosto che Juventus o Lazio (ah no, loro no non hanno problemi arbitrali) nessuno ha il diritto di infierire rinnegando quel regolamento che hanno il dovere di far rispettare.

Ma può succedere in una piazza debole come quella di Napoli dove anziché fare fronte comune per pretendere rispetto, si pensa soprattutto a sminuire l’altrui pensiero illudendosi di avere un animo più nobile, più sportivo e più intellettuale di chi invece vive la frustrazione delle ingiustizie.

Buon Forza Napoli a tutti!