Il responsabile dello staff medico del Napoli Dott. Raffaele Canonico ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss.
“Il nostro è un lavoro d’equipe, fatto da tutti che parte dal primo giorno di test, all’atto dell’acquisto del giocatore. Volevo ringraziare personalmente tutto il mio staff, tutto del territorio.
Quando arriva un nuovo calciatore c’è il primo interscambio di conoscenze e informazioni sulle abitudini e sulle metodologie di prevenzione. La bravura sta nel non imporre le proprie conoscenze, ma cercare di adattarci e portare poi i calciatori verso le nostre metodologie.
La pausa del mondiale non è stata difficile da gestire. C’è stato una sorta di reset. Il momento più difficile è stato tenere fuori Osimhen dall’andata dei quarti di finale di Champions League con il Milan.
All’ultima sosta delle nazionali ci è girata male: noi stavamo recuperando Raspadori, poi Victor è tornato con un problema abbastanza serio all’adduttore e col Lecce si fece male Simeone. Ci siamo trovati in un momento topico senza tre giocatori nello stesso ruolo, questa è la sfortuna.
Con molti colleghi delle nazionali riesco ad avere sempre un dialogo, ci sono scambi di programmi, di percorsi alimentari e preventivi. Su alcune nazionali ancora abbiamo difficoltà, entriamo quasi in vuoti spazio-tempora. Poi per fortuna abbiamo un dialogo diretto coi ragazzi e questo ci aiuta.
Il caffè di Starace? Anche prima delle partite o degli allenamenti dà un plus da un punto di vista energico ai ragazzi.
Lozano? Abbiamo optato per una terapia conservativa, se tutto procede per il meglio lo avremo in gruppo per i ritiri. Osimhen? Già dall’anno scorso a maggio-giugno avrebbe potuto giocare senza maschera, ma indossandola si sente più tranquillo e sereno con la mascherina. Quest’anno ha preso gomitate o testate vicino all’orbita e la maschera ha fatto il suo lavoro. Le bende di Anguissa e Kim? Anguissa un anno e mezzo fa ebbe un trauma in nazionale, una microfrattura che diagnosticammo successivamente. E’ una sorta di bendaggio funzionale per proteggere sia la mano che l’articolazione del polso. Lo stesso per Kim, che ha avuto un trauma contusivo-distorsivo al polso quest’anno e il bendaggio gli permette di avere un briciolo di stabilità dell’articolazione in più. Non è un vezzo, ci sono motivazioni cliniche.
Vacanze? Nella prima settimana i calciatori vengono lasciati a un distacco completo, poi però gli vengono comunque assegnati dei programmi preparati dai nostri preparatori. E poi hanno comunque degli schemi alimentari, delle indicazioni preparate dal nostro nutrizionista per quelle tre-quattro settimane. Un modo per arrivare non completamente disallenati all’inizio della stagione successiva.
Nuovo allenatore? Cambia poco. Noi rappresentiamo anche un anello di congiunzione insieme ai preparatori atletici. La collaborazione area tecnica, area medica e area fisica fa la differenza, soprattutto quando si gioca ogni tre giorni. All’inizio ci sarà una fase di riadattamento”.







