De Laurentiis: “Costretto a vendere Kvara, Conte ed io abbiamo una cosa in comune”

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Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera della quale vi proponiamo un breve estratto.

“Molti anni fa incontrai Conte alle Maldive, Uno stakanovista come me. Siamo entrambi innamorati di ciò che facciamo e per me questo è un aspetto fondamentale.

Non sono polemico ma visionario. Mi fecero iniziare come aiuto segretario di produzione, ma già a 34 anni mi sentii abbastanza maturo per dire qua si fa come dico io ed è andata piuttosto bene.

Cessione Kvaratskhelia? Nessuna frizione con Conte. Ho dovuto farlo, perché il suo procuratore minacciava di ricorrere all’articolo 17. Dopo la prima, formidabile stagione del georgiano ci siamo preoccupati subito di negoziare un rinnovo contrattuale, migliorando il suo stipendio e arrivando a offrirgli una cifra molto importante, perché era ovvio che il compenso limitato avrebbe attirato mezzo mondo pronto a fargli ponti d’oro. Ma il suo procuratore, Mamuka Jugeli, aveva altri progetti per sé e per il calciatore. Voleva strappare a un altro club un’altissima commissione per lui, oltre a uno stipendio a doppia cifra per Kvara. Nessuno poteva sostituire Kvara alla pari, ma ci abbiamo provato: il Psv, per esempio, non ci ha dato Noa Lang. Per fortuna in estate si è convinto. Del resto se quello di gennaio viene chiamato mercato di riparazione, uno del livello di Kvara a metà stagione non te lo vendono.

L’idea era quella di prendere Gyokeres.

Alla fine del secondo anno contrattuale c’è stato l’Europeo in Germania. Manna, Chiavelli ed io siamo volati a Düsseldorf per risolvere la questione, ma Mamuka ha continuato a prendere tempo sostenendo che Giuntoli gli avesse promesso dei soldi che non erano stati corrisposti. Bugia, non è stato difficile appurarlo. Avrei dovuto venderlo allora, il Psg aveva offerto più di 200 milioni di euro per il pacchetto Kvara-Osimhen. Ma avevo promesso a Conte di trattenerlo e non me la sono sentita.

Il nuovo stadio sarà pronto nella zona est di Napoli in quattro anni, in tempo per gli Europei. Sarà da 65-70 mila posti con 9 mila posti auto. La legge sugli stadi deve essere integrata da un tavolo in cui siano presenti tutti gli attori. Ci si alza da quel tavolo finché non si è tutti d’accordo. Con i vari commissari non credo si arrivi a qualcosa di concreto in tempi brevissimi”.