I play-off non sono la soluzione, la Juventus negli scontri diretti si conferma prima in classifica

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In Italia nelle ultime settimane c’è chi spinge per completare il campionato di Serie A con i play-off scudetto e i play-out retrocessione.  

Ma play-off e play-out sarebbero davvero la soluzione migliore per rendere più affascinante la Serie A monopolizzata dalla Juventus?

Ad esempio in Belgio, Scozia e in Ucraina, giusto per citare tre esempi, si giocano i play-off ma in Italia quanti sportivi sono davvero affascinati dai soli verdetti di questi campionati? Ma poi in Belgio nell’albo d’oro degli ultimi anni dominano Anderlecht e Club Brugge. In Scozia vincono solo e sempre Celtic e Rangers. In Ucraina vincono sempre e solo Dinamo Kiev e Shakhtar. Di contro in Italia gli sportivi sono più affascinati nell’ordine da Premier League, Liga spagnola e Bundesliga: in pratica tre campionati dove i play-off non si giocano.

Inoltre i risultati degli scontri diretti tra le prime sette danno comunque ragione alla classifica fin qui stabilita dalle prime 26 giornate di campionato. La Juventus sarebbe sempre prima e il Milan settimo e ci sarebbe solo un’inversione di posizione tra Inter (da 3° a 4°) e Atalanta (da 4° a 3°).

Se davvero si vuole rendere più affascinante la Serie A forse le strade da seguire sarebbero altre:

  • un campionato a 18 squadre con quattro retrocessioni, in modo da avere oltre le prime sette per un posto in Europa e le ultime quattro prossime alla Serie B, almeno altre due squadre nella lotta retrocessione e altre due squadre almeno per la conquista di un posto in Europa in lotta per un obiettivo. In totale minimo 15 squadre su 18 con interessi di classifica fino all’ultima giornata.
  • utilizzo del VAR NON più a maglie alterne;
  • impedire agli arbitri sul campo di condizionare la lotta scudetto con i loro errori, come successo nella stagione 2017-18 con Orsato, Mazzoleni, Banti, Calvarese, Guida, Pasqua;
  • fare in modo che negli anni, anziché parlare dei meriti della squadra campione, si ricordino di più i gol di Turone della Roma, di Cannavaro del Parma, di Bierhoff dell’Udinese, del rigore non concesso a Ronaldo dell’Inter, del mani in area dello juventino Iuliano con la Lazio, del gol regolare negato a Graziani della Fiorentina e il contemporaneo rigore generoso dato alla Juventus a Catanzaro, del gol di Muntari, della mancata espulsione di Pjanic e di tanti altri episodi come le differenti valutazioni per ammonizioni, espulsioni e regole del vantaggio. Tutti episodi che non sarebbero certo i play-off a impedire se davvero non c’è la volontà di farlo.

Alzi la mano chi troverebbe giusto vedere una squadra perdere uno scudetto dopo aver dominato un campionato solo per una partita sfortunata. Cosa ci sarebbe di sportivo vedere una squadra come ad esempio la Roma o il Napoli o il Milan di questo campionato vincere uno scudetto solo per aver indovinato due o tre partite?

Una cosa è certa senza timore di smentite. Se il Napoli fosse stato in testa alla classifica tutti i napoletani griderebbero al complotto in caso di introduzione dei play-off scudetto in questa stagione.

Ma poi si diceva che gli scudetti si vincono contro le piccole?