Insigne: “L’ammutinamento un errore che stiamo pagando, ad Ancelotti avevo chiesto una cosa”

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IL capitano del Napoli Lorenzo Insigne ha rilasciato un’intervista che è possible leggere in versione integrale sul Corriere della Sera e della quale vi proponiamo un breve estratto. 

“Con l’Atalanta non è stata una prestazione all’altezza di tutta la squadra. Probabilmente abbiamo pagato un po’ di stanchezza. Quindici punti tra il Napoli e l’Atalanta sono troppi. La partita fino a un certo punto è stata equilibrata, la nostra qualità non è venuta fuori ma non abbiamo incontrato avversari irresistibili.

L’inizio di stagione è un grande rimpianto. Un peccato, soprattutto per quello che stiamo facendo adesso. Abbiamo fatto un recupero importante con Gattuso, ma resta l’amarezza. Adesso è anche inutile pensare a ciò che poteva essere e non è stato. L’ammutinamento fu un errore, abbiamo pagato e per fortuna ci siamo ripresi.

Ancelotti è allenatore che ha vinto tutto e soprattutto quasi ovunque. Il mister è abituato a grandi campioni, io gli dicevo sempre che noi avevamo bisogno di essere messi sotto pressione, anche bacchettati se era il caso. Mi rendo conto che la mia è un’autocritica: siamo professionisti, dovremmo camminare da soli, ma noi forse in quel momento avevamo necessità di sentire il fiato sul collo.

Gattuso esige tantissimo e ci motiva ogni secondo. Con lui mi sono sentito al centro del progetto, mi ha attribuito responsabilità e fiducia e il rapporto è autentico, spero di ripagarlo.

Mai pensato di andar via. Giocare nella propria città è il sogno di chiunque. Ho altri due anni di contratto ma non dipende soltanto da me. Vediamo cosa dice De Laurentiis. Tra noi c’è un confronto autentico e leale. Con qualche scontro, ma come è normale che sia”.