Juan Jesus: “Non devo dimostrare nulla, come si è visto nelle ultime due partite”

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Il difensore del Napoli Juan Jesus ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio CRC, radio partner della SSC Napoli.

Questi i passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni.

Con il Venezia abbiamo avuto difficoltà a trovare gli spazi giusti, ma abbiamo dominato la partita. Non è facile avere pazienza ma l’abbiamo fatto e questi tre punti sono molto importanti. Ma ora dobbiamo pensare subito alla Fiorentina, sarà una partita molto complessa.

Con la Fiorentina abbiamo la possibilità di chiudere bene il girone d’andata. Con le squadra d’alta classifica siamo riusciti a trovare due pareggi difficili tra Torino e San Siro. Il nostro obiettivo è continuare questo percorso di crescita, perché siamo una squadra forte.

Io sono in Italia da 14 stagioni e non devo dimostrare niente a nessuno. Il mio percorso l’ho fatto anche bene al di là delle critiche. Lavoro tanto e sono sempre a disposizione del mister e della squadra. Mi interessa solo il parere della società del tecnico, le chiacchiere le lascio perdere. Dimostro sempre tutto con i fatti in campo e mai con chiacchiere e polemiche, si è visto anche in queste due partite.

Alle volte, scherzando, dico anche che siamo troppo buoni perché ogni tanto ci vuole un po’ di cattiveria in campo. Il gruppo lo trovo sereno, sempre con voglia di imparare e dove tutti danno una mano per superare le difficoltà.

Conte è un sergente, più bastone che carota. L’ho incontrato quando era alla Juventus ed era difficilissimo affrontarli. E’ una persona che ci fa lavorare tanto su quello che ci serve e questo si vede nelle partite. Non giocavo da tanto eppure non mi sono stancato, questo grazie agli allenamenti che facciamo.

Napoli? Per me è una città importante, sono arrivato in un momento difficile della mia carriera. La gente mi ha accolto benissimo ed abbiamo vinto un campionato insieme. Io mi sveglio ogni mattina e vedo il Vesuvio, è una città bellissima. Come tutte le grandi città ha le sue difficoltà, ma la gente vive davvero di passione”.