Juventus-Napoli una partita persa da tutti: la sconfitta di Agnelli e della Juventus in tre punti

0
759




Juventus-Napoli è una delle pagine più mortificanti della storia del calcio italiano. Una partita che ha visto la sconfitta di tutti i protagonisti. 

La sconfitta della Juventus e di Agnelli in tre punti.

Presentarsi regolarmente allo Stadium, senza la comunicazione del rinvio della partita da parte della Lega di Serie A, era un atto dovuto. Però il club bianconero ha perso lo stesso e mortificato quello che una volta si chiamava ‘Stile Juventus’.

  1. Ha perso con quella insensibile e arrogante messinscena mediatica con i tweet con la presentazione, la lista dei convocati e la formazione ufficiale per una partita che non si sarebbe giocata.
  2. Ha perso nel momento in cui non ha fatto partire Bonucci e Chiellini per la Nazionale per disposizione delle autorità sanitarie mortificando la credibilità sua e delle dichiarazioni di Agnelli della sera precedente sull’intervento dell’ASL di Napoli.
  3. Infine ha perso con le dichiarazioni del suo presidente Andrea Agnelli dopo che la partita è stata dichiarata ufficialmente non giocata. Queste le frasi di Agnelli sotto accusa:
    – “Abbiamo dei protocolli molto chiari”. Poi fa finta di non sapere che sono applicabili solo “Fatti salvi eventuali provvedimenti delle autorità Statali e locali” come riportato nel Comunicato Ufficiale della Lega di Serie A n° 51 del 2 ottobre 2020.
    – “La Juventus rispetta i regolamenti”. Ma poi si fa gioco delle sentenze dei Tribunali ed espone 38 scudetti anziché 36.
    – “A noi piace vincere sul campo”. Però poi ha risposto no alla richiesta di De Laurentiis di rinviare la partita.
    – “E’ evidente che la priorità è la tutela della salute pubblica“, ma pur di giocare la partita avrebbe esposto volentieri i suoi giocatori al rischio contagio. Proprio come successo a Elmas e Zielinski con la gara contro il Genoa.
    – “Se l’ASL avesse comunicato alla Juventus di non partire per Napoli? “Io sarei partito per Napoli” dimostrando un senso di irrispettoso disprezzo per le istituzioni.
    “Una squadra che non si presenta non dà una bella immagine del nostro calcio”Proprio per mortificare di nuovo l’immagine del calcio italiano meglio non ricordare i festeggiamenti dell’Heysel, la retrocessione dopo calciopoli, il processo per doping, il rigore su Ronaldo (il fenomeno, quello vero, quello dell’Inter), il gol di Muntari, lo scudetto vinto nel 2018 (grazie ai gravissimi errori degli arbitri Calvarese, Banti, Mazzoleni e soprattutto Orsato), lo show di Buffon e Chiellini a Madrid dopo l’eliminazione in Champions, la vicenda del passaporto di Suarez…