Kvaratskhelia: “Giocare in Champions il mio primo sogno, vi spiego perché mi ispiro a Ronaldo”

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Kvicha Kvaratskhelia ha rilasciato un’intervista che è possibile leggere in versione integrale su Il Mattino oggi in edicola e della quale vi proponiamo un breve estratto.

“La Champions League rappresenta il mio primo sogno legato al calcio, praticamente da quando ho iniziato a giocare sogno una partita in questa
competizione così prestigiosa. Peraltro a Napoli l’atmosfera è ancora più coinvolgente e infatti non vedo l’ora di scendere in campo in quelle partite.

Scelta Napoli? Non ho mai avuto dubbi. Appena ho saputo dell’interesse
del Napoli non ci ho pensato nemmeno un secondo e ho detto subito di sì.
Già da tempo seguivo il Napoli e sapevo che era una grande squadra con tanti
calciatori forti.

Mi faccio chiamare Kvara ma sulla maglia preferisco avere il mio nome per intero.

Mi ispiro a Ronaldo, grande calciatore e un professionista incredibile. Messi è un giocatore che sembra essere arrivato da un altro pianeta. Io mi ispiro a
Ronaldo perché è arrivato allo stesso livello di Messi grazie al duro lavoro e al sacrificio e anche io vorrei fare la sua stessa carriera.

La mia posizione preferita è quella di esterno sinistro, ma sono a disposizione del Napoli: mi adatto a giocare un po’ ovunque. Mi piace tirare i calci piazzati ma ho visto che nel Napoli ci sono anche altri ottimi tiratori, spetterà all’allenatore decidere. Se lo chiedesse a me sarei molto felice.

Spalletti? Si sta dimostrando un grandissimo maestro. Mi insegna ogni giorno qualcosa di nuovo ed è bello vedere che lo fa con tutti. Sta facendo di
tutto per trasmetterci le sue idee alla perfezione. Dice qualche parola in russo ma preferiamo parlare in inglese.

In Georgia il calcio è vissuto in maniera molto passionale: nell’ultima gara che ho giocato con la nazionale i tifosi si sono spostati da una parte all’altra dello stadio all’intervallo per potermi vedere da vicino: è stato incredibile.

A Napoli i compagni mi hanno accolto alla grande. Tutti mi vogliono bene.
In poche settimane mi hanno fatto sentire a casa, mi hanno accolto come se fosse una famiglia. È una cosa eccezionale.


Non ho ancora deciso dove andrò a vivere, ma soprattutto all’inizio vorrei prendere casa vicino al centro sportivo così da essere concentrato al massimo sul lavoro”.