La cronaca del triangolare del Napoli contro Castel di Sangro e L’Aquila: il caso Milik, l’intesa Osimhen-Mertens

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Prima uscita stagionale del Napoli nel ritiro di Castel di Sangro in Abruzzo. Allo stadio Patini gli azzurri hanno partecipato al triangolare contro il Castel di Sangro (squadre del campionato di Eccellenza del Molise) e L’Aquila (squadra del campionato di Eccellenza dell’Abruzzo) in gare da 45 minuti ognuna. 

  • Nella prima gara del triangolare L’Aquila ha battuto il Castel di Sangro per 12-0 con la doppietta di Di Paolo (A), Catalli (A) Maisto (A), ancora Di Paolo (A), ancora Maisto (A), quaterna per Di Paolo (A), Di Norcia (A), doppietta di D’Issante (A), ancora Di Norcia (A), ancora Maisto (A).
  • Nella seconda gara il Napoli ha affrontato il Castel di Sangro e ha vinto per 10-0 con i gol di Politano, Di Lorenzo, Milik, Koulibaly, Younes, Gaetano, Politano, Milik, Younes, Politano.
    Questa la formazione schierata da Gattuso:
    (4-1-4-1):Meret; Di Lorenzo, Luperto, Koulibaly, Hysaj; Demme; Politano, Zielinski, Gaetano, Younes; Milik.
  • Il Napoli nella terza gara ha poi affrontato L’Aquila e ha vinto per 11-0 con i gol di Osimhen (doppietta), Mertens, ancora Osimhen, Lozano, Ghoulam Insigne, Lozano, Insigne, Mertens e chiude poi Insigne.
    Questa la formazione schierata da Gattuso:(4-2-3-1): Ospina; Malcuit, Manolas, Rrahmani, Ghoulam; Lobotka, Elams; Lozano, Mertens, Insigne; Osimhen.

Questa la classifica finale:

  1. Napoli: 6 punti;
  2. L’Aquila: 3 punti;
  3. Castel di Sangro: 0 punti.

Un triangolare poco impegnativo per il Napoli dove, ovviamente, i tabellini con risultati e marcatori non erano per nulla importanti anche se va sottolineato l’esperimento del ritorno dei tifosi in uno stadio per una partita di calcio. 

Due gare da 45 minuti ognuna importanti solo per mettere minutaggio nelle gambe. Assenti per problemi fisici Allan, Maksimovic, Fabiàn e Mario Rui, Gattuso ha schierato due squadre diverse con alcuni punti in comune.

La costruzione a due. In entrambe le gare Gattuso ha provato la costruzione della manovra puntando su due centrocampisti (Zielinski e Demme nel primo tempo, Lobotka ed Elmas nella ripresa). Positiva la costruzione sia dal basso che con rapide verticalizzazione (soprattutto nella ripresa con la presenza di Osimhen). Anche il pressing alto ha funzionato bene, ma ribadiamo va sempre considerata la consistenza degli avversari. Continua ed efficace la spinta degli esterni bassi con continue sovrapposizioni favorite dall’accentramento degli esterni di attacco. Piacevole il giro palla con giocate prevalentemente a massimo due tocchi.

L’atteggiamento della squadra. Le due squadre diverse schierate nelle due mezze partite hanno approcciato con la giusta mentalità le gare e hanno dimostrato tanta voglia di far bene senza snobbare i pur modesti avversari. Visto che nelle ultime stagioni proprio la concentrazione è stata una delle lacune del Napoli il segnale è senz’altro incoraggiante.

L’intesa Mertens-Osimhen. Appena quattro giorni insieme ma i due attaccanti già sembra che si intendono a meraviglia. Mertens sa come lanciare Osimhen  e l’attaccante nigeriano sa come dettare il passaggio al compagno lanciandosi negli spazi.

Il caso Milik. Schierato nella prima gara l’attaccante polacco, prima di essere sostituito, ha segnato due gol ma ne ha sbagliati almeno tre che un attaccante di razza non può fallire. I mugugni del pubblico che hanno accompagnato la sua uscita dal campo sono il riassunto della gara (forse dell’intera stagione) di Milik. La cessione è più che mai urgente per evitare ulteriori deprezzamenti.