Le proprietà straniere, i 222 milioni per Neymar e i 60 a Ronaldo: sintomi trascurati di un calcio che sta morendo

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Pochi minuti dopo lo scoccare della mezzanotte del 19 aprile 2021 la Superlega ha annunciato la morte del calcio europeo.

L’avidità di VINCERE A TUTTI I COSTI ha portato troppi presidenti incapaci a investire ingenti somme per ingaggiare calciatori a cifre economiche spropositate rispetto al loro reale valore sportivo.

Gli esempi non mancano.

In Italia c’è quello dei 60 milioni di euro lordi l’anno che la Juventus sta pagando a Ronaldo per vincere solo qualche scudetto che in passato ha vinto anche con Matri e Zaza. Per non parlare dei 222 milioni di euro più il lauto ingaggio pagati dagli arabi del PSG per acquistare Neymar.

Ingenti somme investite NON DISPONIBILI=casse svuotate e club sempre più indebitati.

La conseguenza logica è che questi club ogni anno hanno la necessità di inventarsi una nuova gallina dalle uova d’oro proprio come la Superlega.

Perché è inutile girarci intorno. La Superlega nasce solo per una NECESSARIA EGOISTICA questione economica che si vuol far passare come opera di beneficenza per tutto il calcio europeo.

Proprio come è nella filosofia di vita di certe proprietà cinesi, arabe, russe, americane che hanno al cuore solo il business.

Come si dice: “i soldi fanno venire la vista ai cecati”.

Figuriamoci a quelle proprietà nazionali tradizionali FORTEMENTE INDEBITATE come Real Madrid, Barcellona, Juventus. Per loro è conveniente seguire la pista tracciata da quelle proprietà di Stati senza un minimo di tradizione calcistica.

Il rischio più grosso, sportivo ma anche economico, è che giocando tutti gli anni due volte l’anno Juventus-Real Madrid piuttosto che Liverpool-Barcellona o Milan-Manchester City si perderebbe il fascino delle supersfide internazionali una-tantum riducendole a NOIOSA NORNALITA’.

Così come ci potrebbe essere un sentimento di orgoglioso rigetto verso questa competizione di tutte quelle tifoserie SNOBBATE e UMILIATE delle squadre escluse dal progetto.

Ma la colpa non è solo dei club della Superlega.

Il freno a questa assurda follia andava messo molti anni prima dalle istituzioni calcistiche e dai vari governi dei vari Paesi.

In passato certi sintomi mortali sono stat scambiati come la cura per salvare il paziente-calcio.

Ora tocca a UEFA, FIFA in sinergia con i vari governi salvare la PASSIONE POPOLARE per il calcio.