“Dummì i figli devono essere uguali tutti e tre”....Filumena Marturano, ammesso che conoscano questo capolavoro di Eduardo De Filippo, non ha insegnato nulla né alla Lega di Serie A, né al Governo italiano.
La decisione di vietare la trasferta di Monza ai RESIDENTI IN CAMPANIA è un GRAVISSIMO atto di discriminazione territoriale delle istituzioni calcistiche e governative.
Il motivo del divieto è legato al rischio di incidenti che potrebbero esserci per i possibili incroci dei tifosi del Napoli con quelli di Udine diretti a Firenze e quelli di Roma diretti a Bologna.
Allora perché discriminare solo i tifosi napoletani RESIDENTI IN CAMPANIA e, per par condicio, non vietare la trasferta anche ai tifosi di Udinese e Roma?
Anche perché questa decisione può solo limitare il rischio di possibili incidenti ma non li previene del tutto. Ci sono tanti i napoletani che vivono fuori dalla Campania e che, recandosi a Monza, potrebbero comunque ritrovarsi in autostrada con i tifosi di Udinese e Roma.
Il Sindaco di Napoli Manfredi e il Presidente della Regione Campania De Luca non possono restare in silenzio davanti a questo ennesimo sopruso ai danni SOLO dei napoletani.
Il continuo divieto di trasferte che colpisce anche gli sportivi pacifici, è una sonora sconfitta per il calcio italiano e soprattutto dello Stato che con queste decisioni si dichiara sconfitto e incapace di combattere in maniera efficace i violenti.
Se i DASPO e le ridicole multe per gli insulti ai napoletani nonché le squalifiche dei settori degli stadi (poi spesso non applicate) per i cori razzisti non hanno prodotto risultati soddisfacenti, allora è arrivato il momento di pensare a nuove soluzioni più severe per colpire SOLO i violenti e NON ANCHE chi vuole andare allo stadio per vedere pacificamente una partita di calcio.






