Napoli-Inter non passa alla storia della Serie A solo per la meritata vittoria degli azzurri.
Troppi episodi negativi per la credibilità del calcio italiano sono entrati, di prepotenza, nella cronaca sportiva di questa partita e tutte con la M del Maradona come comune denominatore.
L‘arbitraggio di Mariani.
L’arbitro di Aprilia non ha visto il contatto da rigore su Di Lorenzo e neanche il fallo di mano di Buongiorno: in entrambi i casi è stato salvato dai suoi assistenti in campo o al VAR. L’unica cosa a sua parziale difesa è che in entrambe le azioni era coperto dai calciatori…ma ciò significa che non era nella posizione giusta…
Mariani dovrebbe anche spiegare la mancata espulsione per doppio giallo di Lautaro Martinez (che la fa sempre franca come il suo compagno di squadra Acerbi, Mancini della Roma, Gatti della Juventus e anche Modric del Milan): il primo non dato per una sua entrata in netto ritardo su un avversario (da regolamento è ammonizione) e il secondo non comminatogli per il battibecco con Conte. In questo caso Mariani dovrebbe spiegare perché è stato ammonito solo l’allenatore del Napoli e non anche il centravanti nerazzurro e il difensore dell’Inter Dumfries (altro protagonista in negativo della mischia davanti la panchina azzurra) come si fa in questi casi.
La lezione di Chivu al suo presidente Marotta.
Il presidente dell’Inter Marotta, da bravo ‘padre’ della Serie A, dopo la partita si è precipitato ai microfoni dei media per fare una ‘ramanzina’ a Rocchi e al ‘sistema’ per il rigore concesso al Napoli.
“Il mio intervento (lamentela n.d.r) è solo per dare un contributo al movimento e al sistema calcistico (…). Il rigore è nato da una valutazione dell’assistente. L’arbitro non aveva fischiato ed era ben appostato come si può vedere nelle immagini (in realtà l’arbitro era coperto da una muraglia umana e l’assistente aveva una migliore prospettiva per vedere il contatto n.d.r.). (…) Rocchi è intervenuto più di una volta per dire basta rigorini. Cerchiamo chiarezza una volta per tutte e capire cosa vuol dire rigorino e quali strumenti adoperare. Io sono per la centralità dell’arbitro”.
Ma la risposta più bella al presidente Marotta è arrivata proprio dal suo allenatore Chivu:
“La società ha il diritto di fare quello che pensa che sia giusto da fare. Io da allenatore, per mantenere la coerenza di quello che ho sempre detto, non verrò mai a lamentarmi qua. Ho una dignità e un approccio di vedere il calcio diverso da quello che uno è abituato ad avere. (…) Devo trasmettere dei valori ai miei giocatori (…) In Italia siamo sempre abituati a piangere e a lamentarsi. Non bisogna fare questo, bisogna evolversi e cambiare le cose nella maniera giusta”.





