Napoli-Palermo 5-0: la conferenza stampa di Conte in tre punti

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L’allenatore del Napoli Antonio-Conte in conferenza stampa ha commentato la gara di Coppa Italia giocata contro il Palermo allo stadio Maradona.

Questi i passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni.

  1. “Sono passati due mesi e mezzo dal ritiro. Il lavoro deve pagare, stiamo lavorando tanto sotto ogni punto di vista. Ho a disposizione ragazzi che hanno voglia di ricostruire qualcosa di importante a Napoli. Non dobbiamo dimenticare che la prima parte l’abbiamo fatta con una rosa ridotta ai minimi termini, è stato un handicap e non dovrà ricapitare, per fare valutazioni che ora io posso fare solo in in gare ufficiali. Oggi sono cambiati gli interpreti ma lo spartito è stato suonato allo stesso modo. Ho provato anche Gilmour con Lobo, sono cose che stiamo provando in corso d’opera, ora continuiamo. Questo ci deve dare consapevolezza, è la base di partenza”.
  2. “Lavoro, mentalità, determinazione: sono degli step che stiamo facendo e sono molto contento. Si è creata già una bella sinergia, pure tra loro, sento energia positiva. Loro sanno che io non regalo nulla, devono meritarsi tutto, chi è sceso in campo non è per donazioni gratuite. Siamo all’inizio di questa bella ricostruzione, ma non andiamo dietro gli eccessi. Noi dobbiamo stare zitti, testa bassa, già col Monza avremo difficoltà”.
  3. “Seconde linee? Chiamarle così già da calciatore mi infastidiva. E’ un gruppo di 24-25 giocatori e tutti stanno crescendo, non solo tecnicamente e tatticamente, ma anche fisicamente. Voglio dare soddisfazione ai ragazzi che mi stanno dando tutto. Zerbin ha dimostrato che ci può stare benissimo in questa rosa. Gilmour? Mi ha convinto la prestazione, l’abbiamo voluto fortemente, ha determinate caratteristiche, è un giocatore forte. Rafa Marin? E’ molto cresciuto fisicamente in questi due mesi e mezzo. Sta lavorando tanto, gli chiedo di cercare di migliorare nella costruzione e ci lavoriamo. In una squadra come il Napoli, al di là della difesa, devi costruire tanto perché noi giochiamo”.