Simeone: “Felice di essere venuto a Napoli, qui mi sento migliorato tantissimo”

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L’attaccante del Napoli Giovanni Simeone ha rilasciato un’intervista agli spagnoli di AS della quale vi proponiamo un breve estratto.

“Ogni giorno mi rendo conto di qualcosa di nuovo che mi fa capire quant’è stato grande quello che abbiamo fatto.

Tripletta con la Fiorentina nel 2018? Ovviamente quando sono arrivato qui tutti me lo hanno ricordato ma mi hanno perdonato.

Mi hanno cercato diverse squadre importanti, ma quando è venuto fuori il Napoli non ho pensato ad altro. Volevo sentirmi parte della città e la gente mi ha fatto subito sentire tale. Giuntoli mise subito le cose in chiaro. Mi disse che se fossi venuto qui avrei avuto bisogno di pazienza. Sono venuto qui felice e convinto del fatto che avrei avuto le mie possibilità.

Ho capito subito che bisognava lavorare molto e seriamente per fare qualcosa di diverso. La prima cosa che ho pensato è che qui ci sono molti calciatori che toccano bene il pallone, con gran qualità, ma pochi che attaccano lo spazio. L’unico era Osimhen e se non c’era lui io dovevo fare lo stesso, mettendoci tutta la voglia che ho. Era l’unica strada.

Abbiamo preparato ogni partita come se fosse una finale. Non pensavamo mai alla partita che sarebbe venuta dopo, finché non ci siamo resi conto che saremmo diventati campioni con la vittoria con la Roma a gennaio, quando segnai io il 2-1 definitivo.

La Champions è magia, non ha niente a che vedere con i campionati, è una competizione unica. Tutto è più bello: i calciatori, gli stadi, l’ambiente… Mi godo tutto, mi riesce tutto meglio perché ogni minuto lì è un privilegio.

Papà Diego non si aspettava di trovare tutta questa magia qui, è rimasto colpito da tutto. Si è innamorato di Napoli… E della mozzarella.

Tecnicamente mi sento migliorato un sacco. A Napoli si fa tutto con la palla e sono migliorato tantissimo nel lavoro di squadra, che va posto al di sopra di tutto: già lo sapevo, ma qui lo sto vivendo.

Spalletti? Il mister è un maestro di calcio e di vita. Ha sempre parole che arrivano, che ti mettono voglia di continuare ad ascoltarlo. Ogni giorno facciamo una sessione video di una quarantina di minuti, mi piace molto ascoltarlo e imparare. Mi piacerebbe diventare allenatore ed essere come lui, avere la sua stessa passione. Condivido la sua maniera di vedere il calcio e per questo abbiamo fatto quello che abbiamo fatto. Ha detto che ha bisogno di riposare, di stare con la sua famiglia e bisogna rispettare la sua decisione. Noi gli vogliamo bene, è stato bello lavorare con lui e desideriamo il meglio per lui. Merita tutto quello che sta vivendo”.