Spalletti: “Il calcio giocato per essere credibile va accostato ai risultati, i tifosi del Napoli ti rendono con gli interessi quello che dai”

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Al Konami Training Center di Castel Volturno la SSC Napoli in conferenza stampa ha presentato Luciano Spalletti, nuovo allenatore del Napoli che prende il posto di Gattuso sulla panchina azzurra.

Spalletti ha iniziato la conferenza stampa salutando i giornalisti presenti prima di fare una battuta per rompere il ghiaccio:

“Chi di voi è il più cattivo?”

Il nuovo tecnico ha poi esposto il programma del ritiro precampionato annunciando che i sette degli Europei saranno in vacanza e verranno nella seconda parte del ritiro a Castel di Sangro. Per gli altri si calcola la regola dei 21 giorni e saranno a Dimaro. 

“Mertens? L’ho sentito e mi ha detto che avrebbe piacere di passare a salutare tutti, a lui sarà concesso qualche giorno in più per i controlli post-operatori.

Il Napoli è una squadra forte e sono curioso di entrarci dentro il prima possibile per vedere fino in fondo quanto ne è consapevole. Essere forte senza saperlo non completa quello che deve essere il comportamento.

Da quando mi hanno detto che sarei stato l’allenatore del Napoli non gli ho levato mai gli occhi di dosso. E’ una squadra che mi piace mi assomiglia ma poi bisogna entrarci dentro.

Io sono emozionato sempre perché è un lavoro che mi piace, stare in uno spogliatoio e sul campo ad allenare i giocatori. Contento di allenare il Napoli perché completa il tour della mia anima dopo Roma la città del Papa e Milano la città della Madonnina alleno nella città di San Gennaro e mi siederò sulla panchina della squadra di Maradona calcio e miracoli sono la stessa cosa.

Ai tifosi del Napoli delusi per la fine dello scorso campionato abbiamo solo una risposta, una strada, una possibilità. Il calcio giocato per essere credibile va accostato ai risultati. Ai tifosi del Napoli quello che dai te lo rendono con gli interessi.

Allenare il Napoli è un progetto importante e mi piace particolarmente lo slogan “Sarò con te” perché è un segnale forte di appartenenza, è una mano importante e forte che ti tende la città e che noi dovremo stringere forte per provare ad arrivare lontano e dimostrare di meritare questa maglia. E’ una squadra della città, sono quasi tutti tifosi azzurri, e quindi dobbiamo restituire l’amore della gente col comportamento e la disponibilità in campo.

Insigne? Secondo me sarebbe meglio parlarne prima con lui che con voi. Io di Insigne ne parlo bene e quindi se rispondo penso di non turbarlo. Gli ho parlato per telefono dopo un gol fatto in nazionale e gli ho detto che a me farebbe piacere fare questo percorso con lui al mio fianco. Poi ci sono altre questioni e quelle le andremo ad analizzare insieme a lui quando ritorna. Poi a lui e Di Lorenzo si fanno i complimenti per l’Europeo fatto in maniera spettacolare. Insigne ha fatto vedere più volte il suo marchio di fabbrica e di che panni si veste. Si fanno anche i complimenti a Mancini per la squadra che ha allestito e perché stanno sempre nell’altra metà campo e non nella propria e sono convinto e sicuro che molti allenamenti sono fatti per fare gol e fare un calcio offensivo.

Cosa chiedo a Spalletti? Per me non chiedo niente, chiedo solo per il Napoli, sono qui per allenare bene il Napoli, per fare risultati per il Napoli, questo mi darà possibilità per restare forte per Napoli. Napoli è piena di uomini che hanno lasciato il segno nella sua storia, Napoli ama come nessuna altra città i propri eroi, io e la mia squadra vorremmo diventare delle persone ricordate dai tifosi azzurri, questo vorrei.

Il presidente deve mettere a posto i conti e puntare alla Champions. La prima caratteristica è di avere calciatori forti per entrare nelle prime quattro e sarà la mia ambizione ed ossessione. E’ venuto fuori che io terrei tutti quelli a disposizione e sarei contento così, ed era un tentativo anche per fare i complimenti a chi ha creato la squadra che è forte, poi sappiamo che per contratti in scadenza e Covid e altre questioni il prossimo Napoli sarà differente dai precedenti. Siamo qui per costruirne un altro altrettanto forte.

Calciomercato? Dobbiamo essere pronti a vedere quello che succede. Abbiamo degli staff e persone addette per essere pronte e prepararsi a quello che potrebbe avvenire. Con il presidente ho parlato più volte dopo la firma del contratto ed è chiaro che fra di noi ci diciamo qualcosa in più che per il momento non possiamo raccontare. Dobbiamo lavorare in maniera seria e corretta, poi considerando la qualità che abbiamo andremo a occupare tutte le caselle in maniera giusta.

Quale aggettivo per il Napoli? Dobbiamo mettere in campo una squadra che assomiglia alla città e della quale gli sportivi debbano essere orgogliosi. Mi piacerebbe una squadra sfacciata di scugnizzi che credano nel proprio talento e che lo vadano a mettere in campo contro qualsiasi squadra.

L’Europa League è una competizione a cui tengo molto, come alla Coppa Italia e al campionato e alle partite amichevoli. Tengo molto a ogni allenamento che mette ogni giorno un piccolo premio, ma se uno si allena bene per sette giorni è normale che la partita la giochi meglio. Io rappresento Napoli calcisticamente parlando insieme alla società e si fa sul serio, non si snobba niente. L’animale predatore per catturare la preda mette tutta la forza che ha, non c’è una maglia per le amichevoli e un’altra per le altre partite.

Al Napoli in passato è mancato il coraggio? Gattuso ha fatto un lavoro splendido per ciò che è successo non saprei. Alla fine è mancato un risultato.

Inter-Juventus e lo scudetto scippato al Napoli? Sotto questo aspetto non posso aiutarla.

Se fossi un presidente di una squadra di calcio prenderei un allenatore capace di incidere sui calciatori, poi è normale che alla fine emergono sempre le qualità dei calciatori. Se a Napoli scelgono un calciatore la vedo dura che sbaglino totalmente. Poi un calciatore può avere un periodo di difficoltà e che non renda al massimo. Noi andremo a trovargli quelle motivazioni che gli permettano di far vedere tutte le capacità.

Parlato con Emerson Palmieri? A questa domanda non posso rispondere ma è possibile sia anche avvenuto.

Non vedo perché non dovremmo far bene con la rosa che abbiamo. Osimhen è uno che attacca la profondità e siccome va di moda di venirti a prendere dal portiere e quindi mettere la linea difensiva con il piede sulla metà campo e negli spazi ha grandissimi caratteristiche e qualità. E’ un calciatore che sa far gol e che si danna per la squadra. Uno di quelli che gli interessa di coprire quegli spazi e quei metri da non lasciare agli altri, se li conquista da solo. E’ uno forte come Mertens, Petagna e ci vorranno un po’ tutti per arrivare in fondo, le distanze da colmare sono ampie.

Bisogna essere bravi a fare un po’ tutto, a volte alcune cose gli altri non te le permettono. Se vedi le big Liverpool, City, Real, ci sono momenti in cui pure loro si mettono davanti la linea a fare blocco difensivo, a volte per tattica per gli spazi a campo aperto. Il passaggio fondamentale è che si faccia tutto come squadra, non disuniti e sbrindellati in giro, ma sempre in trenta metri, aggressivi e cattivi quando si va in pressione, correre per la squadra quando si deve difendere, la partita va riempita di cose, non una sola. Poi c’è il lavoro sporco, i contrasti, tutte quelle cose che aiutano i compagni a fare meno metri, a dare più fiato.

Modulo? Il 4-2-3-1 è la base poi si modella con il possesso palla, ma alla fine sono i calciatori a fare la differenza. Le novità degli ultimi tempi vanno sullo spazio in trequarti, anche senza preoccuparsi della palla, perché lì l’alternarsi porta alla differenza, è una rumba di alternanza di posizioni per non dare riferimenti, mantenendo l’ampiezza, con la difesa a tre. In Italia siamo sempre stati attenti ad avere più uomini nella costruzione che avere calciatori in zona trequarti sopra la palla, a Coverciano parlano addirittura di costruttori ed invasori, a noi dicevano quando perdi palla ho più uomini dietro che costruivano, ma loro hanno più uomini lì per riattaccarti e si fa meno metri. Ci si rende conto di potenziale e caratteristiche e poi si va.

I calciatori sono tutti in debito con me e lo dirò ai miei calciatori, il motivo glielo raccontano i calciatori.

Mourinho ha fatto scrivere la frase “vincere, malgrado tutto”? Ha ragione. Secondo me Mourinho sotto l’aspetto motivazionale è uno dei più bravi. Le frasi le usano un po’ tutti e noi ne abbiamo una sulle casacche di allenamento: “Sarò con te e tu non devi mollare”. Se vuoi giocare con noi ti alzi e ti dai motivazioni, non sei un professionista di livello se hai la mente debole, un calciatore forte ha la mente forte, tu ti motivi perché giochi nel Napoli.

Ospina e Meret sono due grandi portieri e siamo contenti di avere due portieri di questo livello, perché ci sarà bisogno di gestire tante partite e i momenti di stress dei match quindi si ha bisogno di venti calciatori più tre portieri forti.

Il VAR? E’ perfetto, mette a posto tante situazioni.

Manolas e Politano già allenati da me? Non devono dare il massimo per me, devono farlo per la squadra. Mi aspetto che diano sempre il massimo, che siano sempre a disposizione per aiutare il compagno.

I calciatori firmano un contratto e sono del Napoli per un periodo di tempo ma le vittorie che faremo possono farci entrare nella storia del Napoli per sempre, è questa la differenza.

La mia promessa? E’ solo l’impegno, che mi impegnerò al massimo e che farò impegnare tutti quelli che mi sono intorno. Con De Laurentiis mi sono trovato bene, mi trovo sempre meglio con chi dice ciò che pensa rispetto a chi pensa ciò che può dire. Lui le cose me le dice in faccia e io sono a posto. Spero sia un matrimonio lunghissimo, ma è chiaro che le cose bisogna farle bene sempre e che io ho i miei punti di vista e che gli dirò.

Utilizzo del 4-3-3? La base può essere il 4-2-3-1 quando la palla è degli avversari, poi quando l’abbiamo noi può cambiare ed è facile passare al 4-3-3. L’essenziale non è tirare a campare, ma tirare a vivere. Lozano? Mi piace, è quello che mi ha buttato fuori dalla Champions quando allenavo l’Inter“.