Un bancomat di nome Maradona, ma il pin non ha i numeri dell’amore per il D10S del calcio

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Dopo 48 ore è ancora difficile metabolizzare la scelta di giocare la prima edizione della Maradona Cup a Riad in Arabia Saudita.

In questa pseudo-celebrazione di Re Diego ci saranno il Boca Juniors, suo primo vero grande amore, e il Barcellona che con Maradona ha avuto un reciproco rapporto più di odio che di amore.

Non ci saranno la nazionale della sua madre Patria Argentina. Non ci sarà l’Argentinos Juniors dove Re Diego ha iniziato a illuminare il calcio. Non ci sarà il Napoli dove Maradona ha costruito la sua consacrazione mondiale. Non ci sarà il caldo cuore della Bombonera che ancora oggi batte al ritmo di “Maradona es más grande que Pelé”.

Che senso ha tutto questo? Cosa ha di VERMAMENTE celebrativo?

Il calciatore più forte di tutti i tempi non meritava di essere offeso così, solo perché il suo nome è sempre fonte di sicuro guadagno per chi decide di utilizzarlo senza amore in un modo o nell’altro.

Così come la locandina dell’evento con la maglia del Barcellona è un’offesa per chi continua ad amarlo, coccolarlo e venerarlo anche dopo quel triste 25 novembre 2020, quando l’essenza del calcio ha salutato i comuni mortali.

Il nome del D10S del calcio è stato sfruttato per l’ennesima volta come un pin, digitato oggi al bancomat di quella banca di petrodollari lontana 12.843 km da Buenos Aires e 3.455 km dal San Paolo di Napoli, che oggi si chiama non a caso Diego Armando Maradona.

Diego Armando Maradona nella sua vita ha deliziato tutti gli amanti del calcio con le sue giocate, con i suoi gol irripetibili, con i suoi dribbling.

Lo sfruttamento del suo nome, è l’unica cosa “Que el Diego NON los gambeteó”.