Esordio con vittoria in campionato per il Napoli. Battuto 5-2 in trasferta il Verona.
Cosa è piaciuto.
Se il buon giorno si vede dal mattino questo Napoli può davvero far rinnamorare i suoi tifosi. Dominio assoluto del campo e della partita, manovra armoniosa con possesso palla fatto anche di verticalizzazioni, belle trame di gioco che hanno permesso gli inserimenti dei centrocampisti e una maggiore concretezza del tridente.
Da grande squadra di personalità la reazione dopo i due gol subìti.
Così come è piaciuta la capacità della squadra di passare a diversi moduli durante la partita (di base 4-3-3 prima e 4-2-3-1 nel finale, 2-3-2-3 o 2-4-3-1 o 2-4-4 in fase di possesso, 4-4-2 e 5-4-1 in fase di non possesso).
Positivo l’apporto anche di chi è entrato dalla panchina e questo è il segnale di una squadra concentrata che ha preparato bene la partita con il suo allenatore.
Rispetto alle amichevoli precampionato il Napoli è stato anche concreto. Oltre i 5 gol segnati il Napoli ha creato almeno altre 8 palle gol:
- il gol mancato da Osimhen a tu per tu con il portiere;
- Lozano e Zielinski poco lucidi al momento della rifinitura;
- l’occasione di Kvaratskhelia e il palo di Anguissa;
- l’azione personale di Politano e il gol mancato da Zerbin solo davanti al portiere;
- il gol annullato (giustamente) a Ounas per una ‘quisquilia’ di fuorigioco di Zerbin.
Bene l’esordio di Kvaratskhelia (gol e assist) e di Kim concreto, fisico e determinato al netto dell’errore sul secondo gol segnato dal Verona (poi vedremo il perché).
A proposito di Kvaratskhelia. Senza nulla togliere alle notevoli qualità di Insigne, ma sul gol segnato di testa del georgiano è venuta fuori tutta l’importanza di avere dei centimetri e dei chili in più sugli esterni.
Cosa non è piaciuto e dove il Napoli può migliorare.
Se il buon giorno si vede dal mattino è anche vero che una rondine non fa primavera.
Innanzitutto la bella prestazione del Napoli va anche valutata in base alla consistenza di un avversario allo sbando tra malumori interni e un mercato che non decolla. Non a caso il Verona ha perso 1-4 in casa in Coppa Italia con il Bari squadra di Serie B.
Soprattutto il Napoli ancora non è ‘guarito’ da alcune debolezze manifestate anche nelle scorse stagioni, ma che Spalletti ha il tempo e le competenze per correggere:
- quel ritardo di carburazione nei primi minuti del secondo tempo;
- la mancanza di malizia che non ha portato gli azzurri a far rettificare il punto di battuta della rimessa laterale in occasione del secondo gol del Verona

- le marcature sui gol subìti



- la finezza evitabile di Zielinski (buona la sua prestazione da mezzala) in uscita dall’area di rigore azzurra.

I numeri.
- Tempo di gioco: 98’50” – Effettivo: 48’30”;
- Possesso palla Napoli: 68% (32’59” minuti) – Nella metà campo avversaria: 55% (18’03” minuiti);
- Tiri: Napoli 25 – Verona: 6
- Tiri nello specchio della porta gol compresi: Napoli 8 – Verona 2;
- Falli contro fischiati: Napoli 6 – Verona 15;
- Corner: Napoli 8 – Verona 4.






