Sono tanti i nomi di allenatori accostati al Napoli per il dopo Gattuso. Alla fine sembra essere Spalletti il prescelto. Ma non è questo il problema.
Il vero problema non è il nome del nuovo allenatore ma come la piazza sta approcciando alla novità sulla panchina azzurra.
Al di là che sia Spalletti o qualcun altro la piazza sta facendo un gioco al massacro basato più sulla palla di vetro che sul pallone che rotola in campo.
Se è legittimo avere una preferenza per un allenatore piuttosto che per un altro, non è legittimo andare oltre con prese di posizione che poi si è costretti a difendere in modo spesso ridicolo e destabilizzante per tutta la stagione in nome del “Io l’avevo detto”.
Ancelotti il vincente accolto come l’allenatore della svolta alla fine ha deluso e non poco. Sarri accolto con grande scetticismo ha poi sfiorato lo scudetto.
Ma la lezione sembra non essere servita.
Soprattutto quando la valutazione è fatta sull’antipatia o la simpatia per la persona ancora prima di RACCONTARE e VALUTARE i risultati professionali che riuscirà a raggiungere. Anche perché tutto sommato sono i risultati sportivi l’unica cosa che dovrebbe interessare ai tifosi e agli addetti ai lavori.
Quindi al nuovo allenatore, chiunque egli sia, bisognerà dargli il benvenuto e augurargli di portare il Napoli il più in alto possibile, chiedere il perché e il per come si sono sviluppate le dinamiche di una partita.
SOPRATTUTTO DOPO UNA EVENTUALE PRESTAZIONE COME QUELLA VISTA CON IL VERONA, SILENZIO STAMPA PERMETTENDO.
Poi a maggio (sperando non prima per il bene del Napoli) si tirano le somme.
Buon Forza Napoli a tutti!





