Con la Juventus vittoria importante targata Spalletti, ma per puntare in alto ci sono tre lacune da colmare

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Al Maradona il Napoli batte in rimonta la Juventus. Una vittoria sicuramente importante, ma che ha mostrato alcuni vecchi limiti della squadra.

Gli aspetti positivi.

La mano di Spalletti. Gli elementi positivi emersi dalla vittoria sulla Juventus portano soprattutto il nome del nuovo tecnico. La reazione allo svantaggio della squadra è arrivata SOLO dopo l’intervallo. Facile immaginare che Spalletti abbia trovato ‘toni’ convincenti e parole giuste per trasmettere ai calciatori quello scatto mentale mancato nel primo tempo. Alle parole e ai ‘toni’ Spalletti ha però saputo aggiungere anche una scelta tecnico-tattica nell’intervallo, inserendo un calciatore (Ounas) in grado di spaccare le difese avversarie e portare quella imprevedibilità alla manovra che è mancata nel primo tempo.

Anguissa. Il centrocampista camerunense ha colmato la lacuna di fisicità e dinamismo che è stato un limite del centrocampo del Napoli di Gattuso. La presenza di Anguissa ha portato benefici anche a Fabiàn. Come una rondine non fa primavera così una partita non fa un calciatore top. Ma se Anguissa dovesse essere anche solo il 70-80% di quello visto con la Juventus….

Le tre lacune da colmare.

La mancata reazione dopo il gol. La squadra, padrona del campo e della partita fino al gol di Morata, è vero che dopo il gol bianconero non si è disunita e non ha offerto il fianco alla Juventus ma non ha neanche messo in campo quella fame di pareggio (e vittoria) che invece si è vista dopo l’intervallo. Se si vuole puntare in alto una squadra deve essere in grado di mettere da SOLA quella convinzione che un risultato si può recuperare (e anche ribaltare).

Gli errori individuali. Manolas (gol di Morata), Insigne (miracolo di Ospina su Kulusevski che ha evitato lo 0-2 e forse anche la sconfitta), Di Lorenzo (McKennie sfiora il palo e il nuovo vantaggio juventino). Tre errori individuali, più la leggerezza di Osimhen con il Venezia, che hanno rischiato di vanificare quanto di buono preparato da Spalletti fin dal primo allenamento a Dimaro. Certi errori individuali la scorsa stagione sono costati la qualificazione in Champions e stoppato il cammino del Napoli in Europa. Poca concentrazione? Troppa convinzione nei propri mezzi? Paura di sbagliare? Tocca a Spalletti trovare il giusto correttivo.

Ancora difficoltà con le difese chiuse. La Juventus in formazione rimaneggiata e che ancora deve metabolizzare l’addio di Ronaldo ha puntato tutto sulla difesa a oltranza e al contropiede. Ma il Napoli, come la scorsa stagione, ancora una volta ha sofferto il catenaccio avversario senza mai riuscire a sfondare il muro bianconero ma, addirittura, sbattendoci contro. Quante parate ha fatto in realtà Szczesny? Quante volte Insigne e Politano sono riusciti a creare superiorità numerica? Senza contare che come la Juventus anche il Napoli ha segnato grazie ai regali avversari. Contro le difese chiuse i tiri da fuori area e i calci piazzati hanno un’importanza determinante. Invece tiri da fuori area vicino allo zero e troppi cross che o NON arrivano neanche sul primo palo oppure vanno ben oltre il secondo. Non a caso il gol della vittoria è arrivato dopo un cross che è ‘atterrato’ sulla proiezione dello specchio della porta.

Il Napoli malgrado qualche limite c’è e a questo punto della stagione non è poco. Anzi.

I primi 3 scalini del campionato sono stati saliti con tanto di tre punti, ma ne restano ancora 35 da scalare e Spalletti può portare questa squadra in alto…lacune permettendo.

Buon Forza Napoli a tutti.