Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, dopo lo show al Passepartout Festival, dall’Hotel St. Regis di ROMA torna a parlare in conferenza interrompendo il silenzio stampa del club iniziato lo scorso mese di febbraio.
De Laurentiis ha esordito con un preambolo sulle difficoltà create dal covid e sottolineando il poco interesse di Draghi al mondo del calcio e alla sua richiesta di aiuto.
Questi i passaggi più interessanti delle sue dichiarazioni.
“Rimproverare altri è la strada più corta per rompere una cosa, puoi aggiustare i cocci ma si rivedono sempre. E’ stato un anno e mezzo improprio tra Covid e senza il tifo allo stadio e le voci degli allenatori sembrano stordenti. Però una squadra deve trovare da sola la sua miglior rappresentazione del gioco dopo essere stata preparata in settimana. In ogni gara c’era questa situazione irreale dove le voci dei tecnici impetuosamente diventavano protagoniste. Quando c’è il tifo questo non accade, se non a gesti degli allenatori.
E’ stato un campionato secondo me falsato, per tutti, poi la dietrologia ti può portare a cattivi pensieri ma io non ne faccio, non è mia abitudine. Il fatto dell’ultima partita, una grande delusione. Tu arrivi alla fine di un campionato dove sei stato già bastonato più volte durante l’anno in partite dove si meritava di più come resa. Poi c’è l’episodio del Cagliari che già ci aveva creato patemi d’animo. Io non ho nulla da recriminare.
Ancora oggi stiamo stabilendo di partire dal 22 di agosto, anzi dal 20, senza sapere se avremo negli stadi il pubblico. Io vorrei tanto che alcuni miei colleghi dicessero che ho ragione, unire più squadre per non partire e farci sentire.
Superlega? Perez non mi ha mai contattato. Io non sono mai stato a favore della Superlega. io come loro ne faccio una cosa economica, ma non è che se fai un torneo a 12 squadre risolvi i problemi dell’economia del calcio. I problemi economici del calcio li risolvi se prendi coscienza che le competizioni europee non servono a nessuno. Florentino ha inventato la Superlega che è una grandissima cretinata. I 5 paesi più importanti sono quelli che fatturano di più, possono permettersi dei calciatori più importanti e costosi, Spagna Francia Uk Italia e Germania, bene, queste nazioni meriterebbero un campionato europeo a sé infrasettimanale.
Chi accede? Tu devi dare la possibilità democratica di poter competere, se l’Udinese il Verona o la Fiorentina arrivano tra i primi 6 ha diritto a partecipare al campionato europeo. Dovrebbe prevalere il buon senso, in quel caso la cosa più auspicabile è che tutti gli attori si possano sedere intorno ad un tavolo, ma se io faccio giocare la Juventus col Crotone, che nessuno si offenda, è difficile che possa batterlo, però lei mi dirà c’è una democraticità che va rispettata, lo sport è questo, però io le rispondo che Veltroni nel ’96 ha sancito che le società non sono dei club ma delle società per azioni, delle spa con bilanci e finalità lucrative. Se lei mi crea un torneo scompensato per capacità economiche, quindi poco omogeneo, lei non sta rispettando il concetto veltroniano.
Il mondiale in inverno? L’ho già detto che è un’altra super-cazzata del secolo, parliamo della Fifa, un’altra istituzione, ma sono interessi nati ad opera del Qatar. Io ho sempre detto ai miei colleghi perché dobbiamo dargli i giocatori? Ce li pagano quanto noi dovremmo avere? No,e se qualcuno si fa male mi ridanno gli 80mln che valeva e che forse non valgono più? Ma di questo non parla nessuno. Addirittura quest’anno li volevano per le olimpiadi e poi dicono che io ho negato Fabian alle olimpiadi con la Spagna, ma stiamo scherzando? Le istituzioni potevano rinviare tutto a dicembre se ci sono tutte queste competizioni, non è un problema nostro. Poi però vogliono le 20 squadre perché devono votare, quello non puoi farlo però devi giocare sempre.
Spalletti? Ha sempre avuto la mia stima e considerazione e o trovo giusto per il Napoli. Sa allenare molto bene.
Con Insigne non ci siamo ancora visti, dopo il campionato europeo ci si incontra, si parla e quel che sarà sarà.
Non è un problema non essere andato in Champions ma che il Napoli è passato da 30 milioni di stipendi a 156. E’ ovvio che bisogna prima sanare questo problema, cioè che il Napoli spende cifre che non fattura. Forse non basterà vendere un giocatore ma vendere quelli che hanno aumentato a dismisura la loro arte salariale oltre quello che il Napoli può pagare. Non c’è un ridimensionamento ma una presa di coscienza da un punto di vista bilancistico: il budget va rivisto se non vuoi far fallire il Napoli, riportandolo sui binari giusti tagliando le spese eccessive.
Napoli-Verona? In alcune partite il mister non si sentiva nella forma perfetta e visto che tutti gli interlocutori televisivi erano ex colleghi che lui conosceva, ho preferito evitare che si speculasse su alcuni calciatori e sulla società. Ho preferito mettere il silenzio stampa, visto che la mia intenzione era andare avanti fino alla fine della stagione. Convocai una riunione con tutta la squadra dicendo ‘Vi potrei pagare in ritardo, invece vi pago in anticipo lo stipendio di gennaio. Però vi dico l’allenatore rimane, quindi non fate storie. Poi ho detto Rino, tu resta che ti devo dire alcune cose. Io non ho mai voluto esonerare Gattuso, l’ho visto dolente con degli occhiali e non presente effettivamente in panchina. Ad un certo punto mi son dovuto preoccupare, se magari la situazione poteva precipitare e diventasse necessario intervenire.
Con Benitez ci sentiamo sempre. La prima volta che parlammo di giocatori lui mi fece una lista, gli dissi che non era possibile comprarli perché servivano 300 milioni. Mi presento una seconda lista, ma anche quella era troppo cara. Lui, invece di mandarmi a quel paese, non si scompose e mi presentò una terza lista e qualcuno di quei calciatori è ancora con noi.
Prima della gara con il Verona avevo preparato un tweet di ringraziamento per Gattuso per il raggiungimento della Champions. Dopo il pareggio col Verona abbiamo ringraziato Gattuso per il lavoro svolto. In realtà io avevo già scelto di smettere con Gattuso già nell’estate precedente, l’avevo preso per tamponare l’uscita di scena di Ancelotti. Anche se avesse vinto il campionato, la sua mission a Napoli si sarebbe conclusa. Con Mendes abbiamo parlato a lungo del rinnovo di Gattuso, ma non ci siamo trovati in linea. Avevamo firmato due righe, ma poi quando queste due righe vanno a finire in mano agli estensori legali, le due righe diventano ventisette. Poi Gattuso non si è sentito bene ed io ho sentito Spalletti, ed anche questo mi è stato rimproverato. Poi si è ripreso molto bene, ma questa sperequazione tra gare positive e non mi ha fatto capire che era arrivato il momento di interrompere la collaborazione.
Per chi tiferò tra Insigne e Mertens? Ovviamente da italiano per Insigne, ovvio.
Chiedere alla squadra cosa è successo in Napoli-Verona? E’ una cosa che farò guardandoli negli occhi in una cena gaudente a Dimaro o a Castel di Sangro, ma non credo che arriveranno le risposte che vi aspettate.
Io non faccio l’allenatore e non posso dire quello va via e lo sostituisco con quell’altro. Poi vedremo se il mercato ti permetterà di operare in entrata e in uscita. Con Spalletti mi sono dato appuntamento venerdì alle 12:30 a Castel Volturno.
Nessuno è incedibile per proposte appropriate.
Rischio infiltrazioni mafiose? Siamo abituati a Calciopoli ma calciopoli fa ridere in confronto a questi testi dove si parla con un nomignolo di operatività da Singapore, insieme alla ndrangheta, con i messicani, passando per la Russia per gestire il calcioscommesse, girando fino a fermarsi a Napoli, girano 500mld in nero all’anno e con questi soldi si possono persino far eleggere presidenti di stati importanti, figuriamoci nel calcio mondiale.
Obiettivo per la prossima stagione? Ho bisogno di far quadrare i conti e ritornare in Champions.
Però devo dire che c’è una cosa che mi fa incazzare. Otteniamo i 5 cambi ma li faccio solo gli ultimi 10 perché non so come amministrarli? Ma stiamo scherzando? Me li fai giocare 5 minuti quando mi hai fatto investire perché ci credevi da morire e si annullano come valore e crescita? Poi dicono io devo andare d’accordo con lo spogliatoio, ma mica chi non gioca dall’inizio è un cretino? Poi giochiamo a luglio, nel caldo, interruzioni come nel basket, tutti intorno all’allenatore, e perché non si è continuato? Non è spettacolo anche quello? Il calcio è governato da anziani, i neuroni sono concepiti per conservare e non per innovare, temono di perdere la loro posizione dominante ed è grave. Qualcuno ha mai detto all’arbitro di non interrompere ogni 3 secondi per affermare il loro protagonismo? In Inghilterra il gioco è velocissimo, noi ci facciamo due palle così.
Scuse ai tifosi dopo la gara con il Verona? Con i tifosi mi posso scusare soltanto io, qualunque scusa fatta da qualunque calciatore o qualunque capitano potrebbe sembrare una cosa voluta. Io dialogo con i tifosi, ci sono quelli che mi amano quelli che mi odiano. Loro vogliono vincere e basta, non pensano alle logiche societarie. Il silenzio stampa è stata una panacea. Siamo costretti a stare fino all’una di notte a seguire certe trasmissioni per evitare che non si dicano fregnacce, in queste trasmissioni ci sono ex calciatori che possono far cadere nel trappolone anche l’allenatore. L’ex calciatore ha tutto l’interesse di fare lo scoppettaro. Per evitare tutto ho messo il silenzio stampa dopo aver sentito delle cose inappropriate. Ho preservato l’allenatore non mandandolo in tv dopo Napoli-Verona, lo avreste massacrato. La cosa più bella sarebbe stata vincere, andare in Champions e l’avrei ringraziato pubblicamente. Perché dovevo metterlo sul banco delle domande come fosse un imputato. Ha fatto quello che doveva fare, giocavano i suoi calciatori. Ho visto i suoi allenamenti ed ho notato che era altamente allenante, era il primo ad arrivare e l’ultimo ad uscire da Castel Volturno. Non ho niente da rimproverargli. Ma poi l’ultima partita che c’entra, siamo in silenzio stampa da 3 mesi e togli il tappo all’ultimo?
Strategia per tornare in Champions facendo quadrare i conti? Avremmo modo di fare certe valutazioni e sostituire magari alcuni più affermati, alleggerendo le perdite con la diminuzione dei costi salariali. Oggi come oggi servono grossi ragionamenti con l’allenatore, poi l’impossibile si fa con il piede in due scarpe, dovrei prima vendere per poi comprare, oppure comprare senza comprare in attesa di vendere, fare cioè il giocoliere finanziario.
Tra cinque anni vorrei vedere il mondo del calcio altrove e se questo dovesse accadere anche il Napoli sarebbe altrove, ma non in un altra lega.
Stadi aperti al 25% della capienza? Se fossimo una lega seria non dovremmo ripartire con il campionato con il 25% della capienza perché significherebbe segnare il passo per un altro anno. Draghi dovrebbe dire entra allo stadio chi ha la doppia dose di vaccino così è anche un incentivo per farsi vaccinare. Ma con la doppia dose di vaccino poi non si può rompere le scatole con questa storia del 25% della capienza negli stadi.
Settore giovanile? Nella vita ci sono delle priorità, e nella vita post Covid non si può distrarre denaro. Le infiltrazioni sul territorio campano non lasciano serenità ai genitori, molte sirene arrivano dal nord. Non è un problema di strutture, poi decidemmo che non era bello far vedere ai 14enni il calciatore che arrivava con la Ferrari ed abbiamo spostato la situazione altrove. Trovammo un posto niente male, che poi è andato fallito. Ho provato a comprarlo dal Comune, ma il Comune non ha voluto. Così come è accaduto con il Kennedy. Quando in tribunale ho preso per 37 milioni un foglio di carta, non c’era nessun calciatore, nessun centro sportivo. Non c’era nulla. Vidi Pierpaolo Marino che andava da un tabaccaio a comprare le maglie e lì, dove si fanno le mozzarelle a Paestum, organizzammo il primo ritiro. Noi siamo partiti da zero, forse questo salire con grande spinta vi ha illuso. Mi creda, non tutti i genitori vogliono immaginare una permanenza dei figli in Campania. Ieri ho chiamato Fienga della Roma, gli ho detto ‘Ma che ci state fregando un 14enne? Ma io mica ti vengo a mettere le scatole? Ma che ci dobbiamo fare la guerra?”. Questo per dirvi che il genitore, probabilmente, dice me ne vado a Roma e mi tolgo da questo territorio che ha dei problemi un futuro di liceità spostandolo a Roma. Ancor di più spostandolo a Torino, Milano o Bergamo. Preferirebbe avere un grande vivaio ed una squadra al 12° posto?
Dare agli allenatori la possibilità di chiedere l’intervento del VAR? Sono due anni che lo richiedo ma il mondo arbitrale è un centro di potere. I centri di potere esistono perché si eserciti con forza questo potere per favorire gli amici e sfavorire i nemici.
Faremo una conferenza stampa con Emporio Armani, che debbo poter fare quando avrò del materiale perché altrimenti diventano chiacchiere. Potrei presentare le prime due maglie a Castel di Sangro, c’è anche un problema di tempistica. Una nave dalla Cina ci mette 45 giorni per arrivare, credo che potremmo presentarle nella settimana che va dal 7 al 15 agosto.
Il taglio di stipendio di Insigne condizionato dal rinnovo a Mertens? A Mertens ho rinnovato due anni fa e ha un altro anno di contratto, ma non sono in relazione l’uno con l’altro.
Grazie a tutti ci rivediamo l’8 luglio per Spalletti?





