De Laurentiis: “Non è un ritiro punitivo ma per permettere ai calciatori di conoscersi meglio tra loro”

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Presidente del Napoli




Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, alla vigilia di Napoli-Salisburgo di Champions League, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss radio ufficiale del calcio Napoli.

“Ritiro fino a domenica prima della partenza per le rispettive nazionali. Ancelotti è un grandissimo allenatore ed è un signore. Non ho nessun motivo di pretendere da lui cose migliori di quello che ha fatto.

Il problema va riscontrato nel lavoro di gruppo inteso come amalgama e di motivazioni da ritrovare non solo quando si gioca contro Liverpool o Salisburgo e giocano al livello per il quale sono stati acquisitati.

Contro Liverpool e Salisburgo abbiamo visto un’altra squadra sulla quale tutti noi contiamo. Non può essere casuale perché veniamo da un secondo posto e da ani precedenti intensi e costruttivi.

E’ vero che ci sono stati questa estate alcuni innesti fondamentali nuovi. Purtroppo ol ritiro estivo non ha visto i nuovi e i vecchi poter lavorare insieme per un’amalgama costruttiva. 

Lozano è arrivato a fine agosto, Koulibaly a ferragosto lo stesso Allan è arrivato tardi. Abbiamo avuto Milik indisponibile per alcune settimane. Quindi abbiamo una squadra non predisposta alla partenza, però ha fatto vedere grandissime qualità. 

L’allenatore non può mettere in ritiro la squadra. Questo è un compito della società. Ma non è un ritiro punitivo ma costruttivo per conoscervi meglio tra voi. 

Se dovesse continuare questa altalena di risultati allora il ritiro, non sia mai, potrebbe diventare punitivo. Bisogna essere tutti fedeli alla maglia che portano e onorarla. Ma su questo non ho dubbi perché i nostri sono tutti bravi ragazzi. 

Non sono preoccupato per la classifica, basta vincere 4-5 partite di seguito per ritornare su. Continuo a pensare che questa squadra può fare ancora molto. 

Quando vedo con la Roma prendere due rigori resto stupito e stupefatto perché non dovrebbe accadere per problemi di concentrazione. 

E’ anche vero che ci sono stati incidenti di infermeria ma nel calcio sono cose che non capitano solo a noi. 

Io mi preoccupo di difendere l’onore dei nostri tifosi, della nostra squadra del nostro allenatore e della società che devono essere rispettati. 

Io sento opinionisti che dicono tutto e il contrario di tutto che alla fine diventa corrente. Tutto può essere opinababile o discutibile. Io non vado a vedere in casa degli altri per trovare degli alibi. Il problema arbitrale è molto complesso ma molto serio che non vuole essere affrontato. Gli arbitri non dovrebbero avere più di 32-33 anni, devono essere tutti stranieri e ben pagati e soggetti a multe dove sbagliano e al terzo sbaglio sei esonerato per tutta l’annualità e come in Inghilterra devono essere gestiti dalla Lega. 

Il ricordo di calciopoli, di appena 14 anni fa, e ne rimasi molto turbato da questi fatti. Mi ha segnato e oggi come oggi è difficile dare fiducia a un sistema particolare., Su alcuni arbitri ci metto la mano sul fuoco ma come si fa a metterla su tutti. Perché non si riesce a capire in maniera oggettiva che il VAR deve essere un aiuto. Sono favorevole ad una chiamata per tempo del VAR da parte degli allenatori. 

L’arbitro deve rappresentare l’imparzialità fatta persona. Il VAR dovrebbe essere d’aiuto all’arbitro e quindi alle squadre. 

Siamo a posto con Hysaj e Di Lorenzo, poi Maksimovic e quindi non credo che a gennaio ci sia bisogno di intervenire sul mercato. Il mercato poi si fa anche quando capitano delle occasioni che non si vogliono perdere. A gennaio uno quelli buoni se li tiene e magari si può puntare su dei giovani che sono inseribili in una formazione ringiovanita e gagliarda. 

Quando si sta insieme in uno spogliatoio o in u allenamento non è che si parla in continuazione. Io li vedo coesi o divisi in gruppi solo quando si viaggia in aereo, quindi il ritiro potrebbe essere il motivo per condividere dei momenti di gruppo e di solidarietà.

Ai tifosi dico che non c’è da preoccuparsi o da abbattersi, ma solo da prendere in mano il timone per trovare la giusta rotta”.