Terminato il ritiro a Dimaro-Folgarida, il Napoli si prepara per quello a Castel di Sangro dal 23 luglio al 6 agosto.
Il Napoli si trasferisce dal Trentino in Abruzzo con delle novità e alcune questioni da risolvere.
Il nuovo vecchio modulo. Durante il ritiro a Dimaro Spalletti ha provato il 4-3-3 (lo stesso utilizzato in passato da Sarri) con il centrocampo formato da Lobotka qualche metro più dietro di Anguissa (titolare inamovibile come lo slovacco) e uno tra Fabiàn e Zielinski. Così come Spalletti ha provato molto l’uscita dal basso e non a caso l’allenamento dei portieri è stato indirizzato soprattutto sul controllo palla e sui passaggi con i piedi.
I dubbi da sciogliere. Riguardano soprattutto il futuro immediato di Fabiàn, Elmas e Politano: resteranno ancora un anno oppure il Napoli intende accontentarli in caso di offerte interessanti? Eventualmente come verrebbero sostituiti? Così come un altro dubbio da sciogliere è quello molto più delicato e riguarda la rosa dei portieri: si punterà con convinzione su Meret oppure Spalletti pretenderà un portiere con maggiore esperienza internazionale? E se dovesse arrivare un nuovo co-titolare al posto di Ospina come reagirebbe Meret? Infine quali sono i progetti su Gaetano, Zerbin, Ambrosino e Ounas?
I vuoti da colmare. Presto per dirlo ma sembra proprio che il Napoli ha sostituito ottimamente Insigne con Kvaratskhelia, si è rinforzato sostituendo Tuanzebe con Ostigard (attento Rrahmani) e ha finalmente un secondo terzino sinistro (Olivera) da affiancare a Mario Rui. Restano da colmare i vuoti del secondo portiere e quello di centrale di difesa che non dovrà far rimpiangere troppo l’assenza di Koulibaly. Kim o Diallo hanno le qualità e le caratteristiche per compiere la missione NON impossibile. Se poi Simeone dovesse prendere il posto di Petagna, Spalletti si ritroverebbe addirittura con una rosa forse anche più competitiva dello scorso anno. Resterà da vedere in che proporzione rispetto a quanto si saranno rinforzate le rivali dell’alta classifica.
La questione leader dello spogliatoio. Un finto problema: un leader di uno spogliatoio nel calcio ha lo stesso destino di un Papa: morto uno se ne fa subito un altro. Il nuovo capitano Di Lorenzo, l’idolo dei tifosi Mario Rui, l’affamato di vittorie Osimhen, la guida Anguissa, il giovane ma veterano per serenità e personalità Kvaratskhelia: insomma in tanti che nello spogliatoio sono entrati cardinali e sono usciti Papi, tutti insieme.
Vedremo cosà dirà il vero e unico giudice: il campo.






