Il calcio non è fallito con lo stop di quattro anni per la guerra e tanti club sono falliti anche prima del coronavirus

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Il calcio è ripartito anche dopo quattro anni di stop per la prima guerra mondiale e dopo due anni di stop per la seconda guerra mondiale. Allora perché mai dovrebbe fallire per soli tre mesi di stop dovuti al coronavirus?

Addirittura dopo le guerre c’erano nazioni da ricostruire, Italia compresa, eppure il calcio è tornato ugualmente ad appassionare i tifosi.

Se dovesse fallire per i tre mesi di stop, allora diventerebbe più importante analizzare (e denunciare) la debolezza del sistema, reso vulnerabile nelle fondamenta dalle cattive gestioni societarie molto più che dal coronavirus.

Forse più che ai danni del cornavirus bisognerebbe pensare a quelli provocati dalle plusvalenze fittizie e dagli ormai sempre più stratosferici costi per ingaggi, cartellini e commissioni varie.

Si stima un danno di circa 400 milioni di euro se la Serie A non dovesse ripartire, in parte recuperabile con il taglio degli stipendi, senza escludere un possibile aiuto economico del Governo.

Sarebbe interessante sapere diviso in percentuale tra i 20 club a quanto ammonterebbe in realtà il danno economico per ogni singola società. Chissà, magari il Genoa potrebbe recuperare la perdita senza spendere più 18 milioni di euro come fatto per uno Sturaro qualunque. Il Cagliari potrebbe recuperarla ottimizzando meglio in futuro i 10 milioni di euro spesi per Cerri.

La stessa Juventus potrebbe rientrare della perdita riducendo l’ingaggio di Ronaldo da 30 milioni netti l’anno a 15-20 milioni…permettendogli di guadagnare comunque in 12 mesi dieci volte più di quanto guadagnerebbe un operaio che lavora dai 20 anni ai 100 anni di età a 1.500 euro al mese con quattordici mensilità all’anno.

La cosa più sconcertante è che ormai più dei risvolti sportivi del campionato si dibatte sull’aspetto economico del calcio, SENZA PERÒ MAI PRONUNCIARE LA PAROLA RIDIMENSIONAMENTO. 

C’è chi si preoccupa, giustamente, delle possibili conseguenze sul futuro dei club dei campionati minori.

Preoccuparsi va bene, però senza dimenticarsi di due aspetti fondamentali:

  1. i club dei campionati minori sono spesso gestiti da imprenditori locali;
  2. le sponsorizzazioni  per i club dei campionati minori arrivano da brand locali.

Se le società di questi coraggiosi imprenditori-presidenti e degli sponsor locali non dovessero ripartire con le loro attività produttive, verrebbe a mancare un sostegno economico-finanziario fondamentale per la loro sopravvivenza, al di là che si concluda o meno l’attuale  campionato di Serie A.

Lo dimostra la lunga lista di club falliti negli ultimi 20 anni anche prima del coronavirus, malgrado la Serie A abbia completato tutti i suoi campionati.

Nella lista successiva ci sono addirittura nomi di club prestigiosi che hanno conosciuto la mortificazione del fallimento e dei libri in tribunale,  quali ad esempio Napoli e Fiorentina, Torino e Spal, Bari e Perugia, piuttosto che Cesena, Salernitana, Benevento e Avellino.
  • 2000: Trapani;
  • 2001: Juve Stabia, Ravenna;
  • 2002: Fasano, Fiorentina, Forlì, Lecco, Sant’Anastasia, Trapani;
  • 2003: Alessandria, Alzano, Campobasso, Cosenza, Gladiator, Mestre, Monopoli, Poggibonsi, Pordenone, Viareggio;
  • 2004: Ancona, Brindisi, Isernia, L’Aquila, Meda, Napoli, Paternò, Potenza, Varese, Viterbese;
  • 2005: Benevento, Como, Cosenza, Fidelis Andria, Milazzo, Perugia, Reggiana, Salernitana, Sora, Spal, Torino, Venezia;
  • 2006: Acireale, Catanzaro, Chieti, Fermana, Forlì, Gela, Gualdo, Sambenedettese, Torres, Vis Pesaro;
  • 2007: Cosenza, Latina;
  • 2008: Castelnuovo, Imolese, Lucchese, Martina, Messina, Nuorese, Spezia, Teramo, Torres;
  • 2009: Avellino, Biellese, Ivrea, Maceratese, Massese, Pisa, Pistoiese, Sambenedettese, Treviso, Venezia;
  • 2010: Alghero, Ancona, Arezzo, Biellese, Cassino, Colligiana, Figline, Gallipoli, Igea Virtus, Itala San Marco, Legnano, Manfredonia, Mantova, Marcianise, Monopoli, Olbia, Perugia, Pescina, Potenza, Pro Sesto, Pro Vasto, Pro Vercelli, Rimini, San Giustese, Scafatese;
  • 2011: Atletico Roma, Brindisi, Canavese, Catanzaro, Cavese, Cosenza, Crociati Noceto, Gela, Lucchese, Paternò, Ravenna, Rodengo, Salernitana, Sangiovannese Valdarno, Sanremese, Villacidrese;
  • 2012: Borgo a Bucciano, Foggia, Giulianova, Matera, Montichiari, Pergocrema, Piacenza, Potenza, Spal, Taranto, Thiene, Triestina;
  • 2013: Campobasso, Casale, Fermana, Fidelis Andria, Milazzo, Monopoli, Paternò, Portogruaro, Sambenedettese, Treviso, Tritium;
  • 2014: Bari, Padova, Rosetana, Siena, Viareggio;
  • 2015: Barletta, Brindisi, Grosseto, Monza, Parma, Real Vicenza, Reggina, Sanremese, Varese, Venezia;
  • 2016: Borgo a Bucciano, Chieti, Crociati Noceto, Giulianova, Lecco, Martina, Pavia, Rimini, Triestina;
  • 2017: Ancona, Como, Gladiator, Grosseto, Latina, Maceratese, Mantova, Messina, Modena, Torres;
  • 2018: Arezzo, Avellino, Bari, Cesena, Fidelis Andria, L’Aquila, Manfredonia, Mestre, Reggiana, Sant’Anastasia, Vicenza;
  • 2019: Albissola, Arzachena, Foggia, Gela, Igea Virtus, Lucchese, Matera, Milazzo, Siracusa, Taranto, Treviso, Varese.