Il ‘cantiere’ Napoli cresce ma non tira in porta, Kvara la speranza, la domanda che manca sul malinteso Mario Rui-Meret

0
299




Seconda amichevole del Napoli a Castel di Sangro, la quarta stagionale. Il risultato di 1-1 interessa praticamente nulla.

Sono altri gli aspetti importanti e fondamentali di queste amichevoli per il futuro della stagione di una squadra.

La sensazione è che la scelta delle avversarie di queste amichevoli sia stata indovinata. Tutte squadre (finora) che hanno giocato aggressive, ostruzionistiche e molto chiuse, proprio come gli avversari che il Napoli ha sofferto in particolar modo negli ultimi tempi.

Cosa è piaciuto. Interessante il pressing alto portato nel primo tempo sulla costruzione dal basso della squadra avversaria. Rispetto alla precedente gara con i turchi dell’Adana non si sono visti più i vuoti tra i portatori del pressing e la linea difensiva. Così come, sempre nel primo tempo, anche il giro palla esaltato dalla velocità di pensiero e dalla qualità di Fabiàn ha permesso al Napoli di essere padrone del campo e della partita e di non subire mai l’avversario. Bene la coppia Rrahmani-Kim (positivo il suo esordio), da valutare invece gli eventuali altri accoppiamenti tra i centrali di difesa.

Cosa NON è piaciuto. Zero parate del portiere avversario e solo due tiri in porta su azione, confermando il trend della parte finale della scorsa stagione. Se il secondo tempo (solo Politano al tiro nel finale) non è attendibile per i tanti (giusti) cambi fatti da Spalletti, nel primo tempo di certo non si è visto un Napoli più pericoloso. Al Napoli non è bastata la manovra fluida che si è sviluppata soprattutto per vie esterne per impensierire il portiere avversario. Appena quattro le conclusioni arrivate a destinazione: il gol arrivato su rigore, due calci di punizione (di poco sopra la traversa) e l’azione PERSONALE ubriacante di Kvaratskhelia che però non ha centrato lo specchio della porta. Osimhen non è mai stato messo in condizione di battere a rete e sembra non aver ancora metabolizzato il passaggio dal 4-2-3-1 dello scorsa stagione al nuovo 4-3-3. Purtroppo per lui non c’è più Mertens a farlo sentire meno solo e a creargli lo spazio di cui ha bisogno. Vedremo se dal mercato arriverà qualcuno in suo soccorso.

La nota positiva. L’unico che ha provato a saltare l’uomo, riuscendoci quasi sempre, è stato Kvaratskhelia. Lucido anche nel vedere il portiere avversario fuori dai pali e tentare da lontanissimo di sorprenderlo malgrado fosse in posizione decentrata.

La domanda che manca. Il Napoli per la terza amichevole consecutiva (su quattro giocate) non ha mantenuto la porta inviolata e ha subìto quattro gol. La cosa che preoccupa è che come la scorsa stagione, il Napoli subisce gol più che evitabili. Al di là del posizionamento della linea difensiva (sicuramente da rivedere) in occasione del gol del Maiorca, sarebbe stato interessante chiedere ai protagonisti e a Spalletti qualcosa sul malinteso Mario Rui-Meret. Meret ha chiamato la palla? Se sì perché Mario Rui ha avuto difficoltà a lasciargliela? Viceversa: perché Meret non si sarebbe fatto sentire dal compagno di squadra per impossessarsi con personalità del pallone? Sono risposte (importanti per migliorare) che solo i protagonisti possono (e devono) dare per evitare di perdere punti preziosi come in passato.

La condizione fisica. Ovviamente quella della squadra (per fortuna) non è ancora al top e gli azzurri iniziano ad avvertire nelle gambe qualche ‘ruggine’ per i 23 giorni di allenamenti sostenuti. Facile immaginare che migliorerà nelle prossime settimane in tempo utile per essere più che accettabile per la prima di campionato.

Il Napoli è atteso oggi da una partita-allenamento contro il Castel di Sangro e il 3 agosto dall’amichevole con gli spagnoli del Girona. Ma l’amichevole più attesa è quella del 6 agosto contro l’Espanyol, ultimo vero banco di prova prima di iniziare a fare sul serio contro il Verona il 15 agosto al Bentegodi.

Magari con il miglioramento della condizione fisica e l’innesto dal mercato della pedina giusta, il Napoli diventerà anche più concreto per mettere alla prova le qualità dei portieri avversari.

L’importante è ricordarsi che la rosa del Napoli è un work in progress dopo aver chiuso definitivamente lo splendido ciclo iniziato da Rafa Benitez. Per questo serve un pizzico di pazienza in più.

Buon Forza Napoli a tutti!