Per il Napoli è un nuovo anno zero, servono pazienza e soprattutto chiarezza

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All’inizio della sua avventura alla guida del Napoli il progetto di De Laurentiis prevedeva la formula 5+5+5 anni.

I primi 5 anni per riportare il Napoli dalla Serie C all’Europa (obiettivo centrato), i secondi 5 per farlo restare competitivo per le zone alte della classifica (obiettivo centrato), infine gli ultimi 5 per tornare a vincere uno scudetto (obiettivo solo sfiorato).

Malgrado la crescita esponenziale del monte ingaggi e non più sostenibile per le casse del Napoli, De Laurentiis non è riuscito a chiudere il cerchio con la vittoria di uno scudetto che lo avrebbe consegnato alla storia del club.

A De Laurentiis è però rimasto il richiamo di un rosso di bilancio al quale il patron azzurro non intende (o forse più semplicemente non può) rispondere con una ricapitalizzazione.

Abbattere il monte ingaggi è diventato così il principale (e anche giusto) obiettivo di De Laurentiis per riaprire un nuovo ciclo.

Dopo 18 anni dall’acquisto di quel che restava del Napoli, ADL è costretto giocoforza a un ‘Ritorno al futuro’ (a proposito di cinema). E’ costretto a tornare a puntare su calciatori di prospettiva e su scommesse che si spera siano vincenti come quelle fatte da Pier Paolo Marino, Benitez e Bigon. L’importante è che abbiano un ingaggio sostenibile per le casse della società.

Un nuovo ciclo (l’ennesimo) di solito ha una base almeno triennale, fatta di pazienza e chiarezza.

Serve pazienza. Ma tanta pazienza prima di emettere giudizi, positivi o negativi che siano, sulla ‘nuova’ squadra. Avere la pazienza di aspettare e vedere con il passare delle partite dove il Napoli potrebbe arrivare in futuro con l’innesto poi delle giuste pedine negli anni successivi.

Serve chiarezza. La società illustri gli obiettivi da raggiungere nel prossimo triennio.

  1. Si fermano alla speranza di una qualificazione in Champions oppure potrebbero andare anche oltre?
  2. Spalletti ha un solo anno di contratto: sarà ancora lui l’allenatore anche nel fondamentale biennio successivo oppure l’anno prossimo (2023-24) ci sarà un nuovo allenatore con il rischio di perdere il primo anno di questo nuovo triennio?
  3. All’inizio di un nuovo ciclo è davvero opportuno puntare su un portiere che per una questione di ingaggio l’anno successivo potrebbe non ricoprire più un ruolo così delicato?
  4. La società è pronta a non farsi più scippare uno scudetto (strameritato) dai favori arbitrali agli avversari come accaduto nell’anno dei 91 punti con Sarri?
  5. La società ha capito l’errore di ‘sostenere’ la squadra solo dopo la sconfitta con l’Empoli e non prima dopo quella con la Fiorentina quando ancora si poteva portare a casa uno scudetto?
  6. Soprattutto la società ha pensato a come correggere il proprio modo di fare comunicazione per provare a ricostruire un rapporto basato sul reciproco rispetto con la piazza?

All’inizio di un nuovo ciclo pazienza e chiarezza per il bene del Napoli devono andare a braccetto, per tornare tutti insieme a lottare “Spalla a Spalla”...come predicava il grande Rafa Benitez quando ha costruito uno dei Napoli più belli della storia del club.

Se così non fosse…vabbè adesso pensiamo al Verona.

Buon Forza Napoli a tutti!