Il DS del Napoli Giovanni Manna, in conferenza stampa ha spiegato le trattative della sessione invernale del calciomercato 2024-25.
“Ci tenevamo a precisare alcune dinamiche che possono sembrare non corrette o veritiere e che in questi giorni abbiamo letto. Ci vogliamo mettere la faccia e con trasparenza spiegare le dinamiche di quest’ultimo mese.
Sulla cessione di Kvaratskhelia.
Noi ringraziamo Kvara per ciò che ha fatto a Napoli. Abbiamo provato a sanare una situazione complicata a luglio, poi a novembre, dicembre, ma siamo stati costretti a cederlo in questa sessione perché ci siamo ritrovati, non dico ricattati, ma quasi ed è stato doveroso farla. Ho letto che serviva per risanare il mercato estivo, il bilancio, ma non è vero. Abbiamo trattato un rinnovo importante fino a 20 giorni prima poi le dinamiche del mercato e la volontà del calciatore ci hanno portato a fare una cosa diversa. E’ andato via un giocatore importante, ma il Napoli ha provato a lavorare sul mercato per sostituirlo in maniera adeguata.
Perché trattenere chi non ci voleva stare? Perchè? Chi sta qui deve volerlo, sposare il progetto, sacrificarsi tutti i giorni, lavorare duramente, seguire il tecnico, altrimenti non va bene, questo è alla base, non da noi, ma in generale. Se tutto questo viene meno non ha senso perseguire cose che non ti danno nulla”.
Sui futuri rinnovi.
“Rinnovi? Il contratto di Olivera è pressoché fatto, siamo tranquilli e contenti perché Mathias ha voluto fortemente rinnovare. Vuole fortemente rinnovare Meret, a dicembre ci siamo dati appuntamento dopo il mercato per essere più tranquilli e ci rivedremo nelle prossime settimane. Anguissa ha un contratto che prevede due anni di opzione, ma abbiamo parlato anche con loro per cercare di fare un contratto nuovo e renderlo più tranquillo, lo faremo nei prossimi mesi vuole fortemente restare e faremo le valutazioni più corrette”.
Sui presunti colpi mancati.
“Noi lavoriamo per caratteristiche, quelle che servivano alla squadra per continuare come sta facendo. Non siamo riusciti a concretizzare delle trattative perché a gennaio i parametri sono diversi ed è difficile che i calciatori forti possano spostarsi. Alcuni valori non erano congrui alle nostre valutazioni ed ai parametri che il Napoli aveva, ha ed avrà in futuro, soprattutto dei livelli salariali.
Con Danilo avevamo definito tutto, quando dico tutto è tutto. Ci aspettavamo arrivasse nei giorni successivi all’accordo, poi ha fatto una scelta di vita diversa, ci sono anche aspetti umani. Su Comuzzo avevamo pensato ad un investimento sul futuro, ha grande prospettiva per noi, ci permetteva di mandare a giocare Rafa Marin che voleva andare ed a cui io avevo promesso di mandarlo a giocare, era tutto pronto, documenti pronti, si attendeva solo l’ingresso di un difensore. Per Comuzzo abbiamo fatto un’offerta scritta, vera, reale, un’altra, quando abbiamo capito che non c’era possibilità di negoziare ed andare avanti e ci eravamo già spinti oltre il valore del giocatore perché a gennaio un 15-20% in più lo paghi per investire e quindi non siamo riusciti a portarlo a termine.
Garnacho l’abbiamo trattato ed incontrato anche prima della partenza di Kvara. Abbiamo fatto un’offerta importante allo United ma il calciatore per lasciare la Premier a gennaio voleva essere accontentato economicamente, cosa che in questo momento non possiamo fare, non vogliamo e non trovo neanche corretto quando c’è una media salariale nello spogliatoio. Per Adeyemi avevamo una bozza d’accordo col Dortmund, abbiamo parlato col giocatore che non era sicuro e non è voluto venire adesso. Io non devo convincere, se vuoi venire vieni altrimenti non fai per noi. Saint-Maximin è stato un problema burocratico, poi il club saudita aveva pretese che né noi né il Fenerbahce ha potuto accontentare. Yeremay l’abbiamo visto, ci siamo informati, come tanti, nulla di più.
Dorgu lo abbiamo trattato per l’estate, ma se lo United fa un’offerta, anche quella fuori mercato per me, è difficile dirgli aspettiamo luglio”.
Su Okafor, Billing e Rafa Marin.
Okafor? Non è vero che non superò le visite, sono altre dinamiche. Ha avuto un infortunio a dicembre ed è rientrato in gruppo da 10 giorni. E’ un po’ indietro per i nostri parametri e qui lo dicono i dati perché lavoriamo in un certo modo, come dice il mister c’è un metodo. Ha bisogno di un po’ di tempo per entrare in condizione.
Billing? Le scelte sono per lo più condivise con il mister. Ora deve fare un lavoro diverso perché lavorava in modo diverso. Sono sicuro che dimostrerà il suo valore quando entrerà.
Su Rafa Marin abbiamo investito, arriva da un settore giovanile importante. Deve ambientarsi, capire, anche se sono passati 6 mesi. Avevamo i documenti fatti col Villarreal che gioca per andare in Champions e lo voleva il tecnico. Gliel’avevo pure promesso ma non ci sono state le condizioni per prenderne un altro e continuiamo così. Lui deve lavorare tutti i giorni come se dovesse giocare la domenica. Discorso chiuso, ne abbiamo già parlato con lui e con chi voleva più spazio. Siamo questi e giochiamo in 11 ma in realtà giochiamo tutti”.
Su Conte.
“Col mister ci siamo confrontati. E’ chiaro che non siamo contenti, io per primo, perché è andato via un giocatore importante e le aspettative poi sono a volte anche troppo alte. Le abbiamo create forse anche noi, ma sono consapevole che abbiamo un gruppo che ha fatto 54 punti ed è in forte crescita e non dobbiamo sminuirlo. Le strategie sono sempre convergenti, non c’è da risanare qualcosa, lui è focalizzato sul campo e sul lavoro. Stare qui a parlare troppo di mercato sminuisce ciò che è stato fatto finora, una squadra arrivata decima che ha completato un organico in estate e grazie al lavoro del mister e dei calciatori ora ha consolidato una posizione che è in linea con i nostri obiettivi, rientrare nelle competizioni europee, speriamo dalla porta principale. Le idee sono condivise, potevamo fare meglio e mi assumo la responsabilità di ciò che è stato fatto e che si farà.
Nel mercato se hai soldi è normale che il prezzo salga. In estate ci sono più calciatori e le disponibilità dei club sono minori perché devono prima vendere. Non è corretto uscire dai nostri parametri, non è corretto iper-valutare un calciatore, fare cose sbagliate, la nostra realtà è questa. Bisogna stare tranquilli perché sappiamo i nostri obiettivi. L’allenatore sa cosa dobbiamo fare, tutti lo sappiamo e ci arriviamo. Non sono contento ma il mercato non finisce ieri, riparte e dovremo essere bravi e dimostrare forza ora. Ci sono club che possono fare delle cose che noi non possiamo fare ma è corretto così per storia e valori, siamo solidi, in utile, non siamo indebitati, se dobbiamo fare cose per accontentare la piazza non siamo questi.
In estate potremo lavorare diversamente, l’uscita di Kvara ci aiuta. Speriamo di raggiungere l’obiettivo numero uno, la Champions, e programmare con anticipo con un tecnico che conosce la rosa. Partiamo in vantaggio e dobbiamo essere precisi e puntuali, come si fa nei club in cui si pianifica. Qui lavora il Napoli, non Manna, De Laurentiis o Conte”.






