L’inquietante domanda di Agnelli: “L’Atalanta senza storia internazionale gioca in Champions è giusto o no?”

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E’ proprio vero al peggio non c’è mai fine. Non bastava la confusione che spadroneggia nella Lega di Serie A dopo i rinvii delle partite per il capriccio di qualcuno di non voler giocare a porte chiuse (che poi alla fine ci gioca lo stesso). 

Ora si aggiunge anche l’inquietante domanda del signor Agnelli presidente della Juventus al FT Business of Football Summit di Londra.

“Ho grande rispetto per quello che sta facendo l’Atalanta, ma senza storia internazionale e con una grande prestazione sportiva ha avuto accesso diretto alla massima competizione europea per club. È giusto o no? Poi penso alla Roma, che ha contribuito negli ultimi anni a mantenere il ranking dell’Italia, ha avuto una brutta stagione ed è fuori, con quello che ne consegue a livello economico. Bisogna anche proteggere gli investimenti e i costi“.

Chi ha la possibilità (e il coraggio) dovrebbe rispondere al signor Agnelli che nello sport esiste quello che si chiama verdetto del campo che premia il più meritevole…quando non ci sono interferenze esterne.

Chi ha la possibilità (e il coraggio) dovrebbe rispondere al signor Agnelli che è giusto che l’Atalanta giochi in Champions visto che lo ha meritato sul campo attraverso il gioco e i risultati…evidente migliori di quelli della Roma.

Chi ha la possibilità (e il coraggio) dovrebbe rispondere al signor Agnelli che il Napoli ha la stessa “storia internazionale” della Roma visto che entrambe hanno vinto una sola coppa europea. Che anche il Napoli gioca in Champions da diversi anni con ottimi risultati che hanno contribuito al miglioramento del ranking UEFA dell’Italia. Volendo parlare di “storia internazionale” il Parma ne ha più sia del Napoli che della Roma.

La “storia internazionale” non segna e non vince. Se dovesse contare solo la “storia internazionale” allora per la Champions dovrebbe essere una lotta a tre tra Real Madrid, Liverpool e Milan.

Non a caso l’Inter con la sua “storia internazionale” è uscita dalla Champions, mentre l’Atalanta è ancora in gioco con la possibilità di qualificarsi almeno tra le prime otto d’Europa.

Se dovesse contare solo la “storia internazionale” non ci sarebbero le favole meravigliose come quella del Leicester.

Non ci sarebbero stati neanche i meravigliosi anni ’80 con gli scudetti del Verona e del Napoli, della Lazio e della Roma, della Sampdoria ma anche della Juventus, del Milan e dell’Inter. Non a caso in quel decennio il calcio italiano dominava l’Europa e aveva la forza di ingaggiare i calciatori più forti al mondo.

Bei tempi che difficilmente torneranno. Anzi se non dovesse esserci una netta inversione di tendenza è consigliabile iniziare a innamorarsi di un altro sport.