L’ipocrita proposta di boicottare il mondiale in Qatar, ma non i loro soldi per la Supercoppa Italiana

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Nelle ultime settimane dal mondo del calcio italiano e non solo sono partiti non pochi inviti a boicottare i mondiali in Qatar.

Paese dove i diritti umani non sono riconosciuti e rispettati secondo quanto previsto dagli accordi internazionali.

Giustissimo denunciare la cosa, ci mancherebbe, ma non tocca alla cassa di risonanza del calcio risolvere il problema.

Anche perché quanto ha influito sull’invasione della Russia in Ucraina l’esclusione delle squadre russe dal mondiale e dalle coppe europee?

Nulla.

Come nullo è stato l’interesse della politica internazionale quando l’UEFA, almeno dal 2014 , non consente per motivi di sicurezza incontri tra squadre ucraine e squadre russe.

Senza contare che il calcio italiano, incapace di combattere il razzismo nei propri stadi, in passato non si è preoccupato più di tanto di organizzare la finale della Supercoppa Italiana in nazioni dove il rispetto dei diritti umani è più o meno allo stesso livello del Qatar.

In certi casi la sensibilità per il rispetto dei diritti umani può anche cedere il passo agli interessi economici.

E’ successo quando la Supercoppa Italiana è stata organizzata nel 2002 nella Libia di Gheddafi, in Cina nel 2009, 2011, 2012 e 2015. Addirittura proprio in Qatar a Doha nel 2014 e nel 2016. Senza contare che in Arabia Saudita a Riad si gioca la Supercoppa Italiana 2022 dopo le edizioni organizzate nella stessa nazione nel 2018 (Gedda) e 2019 (ancora Riad).

Non c’è la controprova ma se l’Italia si fosse qualificata per il mondiale il 99% delle testate giornalistiche, radiofoniche e televisive avrebbe mandato in Qatar una squadra di inviati per seguire l’evento.

Così come si sarebbero certamente recati in Qatar una buona fetta di tifosi da tutt’Italia.

Ma il 18 gennaio 2023 è vicino.

E’ il giorno in cui Milan e Inter si affrontano a Riad in Arabia Saudita per la Supercoppa Italiana. E’ il giorno in cui il calcio italiano sarà messo a dura prova per dimostrare la propria coerenza.

Non si può, a convenienza, predicare bene e razzolare male.