Simeone: “Ho lottato per venire a Napoli, sfida con l’Atalanta molto importante”

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Il calciatore del Napoli Giovanni Simeone ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Kiss Kiss.

“Champions? Per me è stata un’emozione incredibile, la realizzazione del sogno che avevo da piccolo e per cui ho lottato.

Abbiamo dimostrato che il Napoli è questo e ha questa identità. Bisogna continuare su questa strada, credendo in quello che facciamo e proseguendo questo percorso molto bello.

Sorteggio? Tutte le squadre che sono rimaste sono le più forti. Noi speriamo di fare bene e di lottare per vincerle tutte. Qualsiasi squadra ci tocchi.

Sono qui da pochi mesi e sono molto contento di lavorare con questo gruppo e crescere ad ogni allenamento. Il gruppo mi fa crescere, i compagni mi fanno vedere cose che forse prima non vedevo. Ho imparato con l’esperienza che la qualità è più importante di quanto puoi giocare. Poi è ovvio che uno vuole giocare e di segnare ma io sono felicissimo di aiutare il gruppo col tempo che mi tocca.

Mario Rui ha una qualità e una visione incredibili. Quando un giocatore, soprattutto un terzino, ha tempo di stoppare e vedere il movimento dell’attaccante, per un attaccante diventa più facile. In questa squadra, nelle grandi squadre che vogliono arrivare in alto, c’è bisogno di terzini forti, che sanno giocare, che sanno crossare, che sanno costruire. Oggi i terzini sono quelli che più fanno la differenza in campo e noi abbiamo grandissimi terzini.

Atalanta-Napoli per me è molto importante anche se il campionato è lungo e bisogna rimanere tranquilli. Per me conta tantissimo far capire agli altri che il Napoli è quello che si è visto finora.

Mondiale? Aspetto con tanta ansia di sapere se ci sono o no. Io ho fatto tutto il possibile per far capire all’allenatore che voglio esserci, ma sta a lui decidere il gruppo che andrà al Mondiale.

Sono un ragazzo semplice. Cerco di non parlare troppo, di ascoltare tanto e di lavorare.

Papà Diego? Ogni volta che parliamo è inevitabile parlare di calcio, ma non parliamo mai di cosa dovrei fare, perché lui ha sempre rispettato l’allenatore che avevo e che ho.

Da piccolo ho sempre voluto essere qua a Napoli, immaginate per me ora come sto vivendo tutto, con tanta emozione, con tanta voglia. Sono felice perché ho scelto di venire qua, io e il mio procuratore abbiamo lottato per venire qua. E ora sono qua. Quando ho firmato, ho detto: ‘Adesso è il mio momento'”.