Spalletti: “Le qualità dei calciatori alla fine fanno sempre la differenza, l’allenatore viene di conseguenza”

0
88




Prima conferenza stampa dal ritiro di Dimaro-Folgarida per l’allenatore del Napoli Luciano Spalletti.

Dopo un breve saluto del Sindaco di Dimaro-Folgarida Andrea Lazzaroni, mister Spalletti ha iniziato a rispondere alle domande dei giornalisti presenti.

“Le tre cose che voglio vedere sempre in campo? Prima di tutto bisogna infondere fiducia nei calciatori e portarlo a tutti i componenti della squadra. Poi creare un qualcosa di stimolante in cui si riconoscano i calciatori. Le qualità più importanti che ci vogliono fanno parte dei calciatori.

Servono calciatori bravi ma giocare sulla trequarti con Osimhen le altre squadre ci faranno giocare nel traffico, lì dentro dovremo trovare soluzioni.

Le qualità dei calciatori alla fine fanno sempre la differenza, l’allenatore viene di conseguenza.

Le sensazioni in generale sono le stesse di quando ho accettato di venire su questa panchina, motivo di orgoglio e di grande responsabilità Di conseguenza bisogna andare a fare delle scelte anche se è ancora un po’ presto per tirare delle somme perché mancano tanti campioni e quelli che ci sono hanno dimostrato le qualità che già conosciamo. Aspettiamo di avere tutto il gruppo a disposizione poi vediamo.

L’applauso al pubblico di ieri? E’ venuto quasi naturale perché dobbiamo sempre ricordare di essere riconoscenti con chi ci supporta, soprattutto se sacrificano le sacre ferie per starti vicino e motivarli anche lontano da Napoli.

Osimhen? Per noi sarà un punto di forza di questa squadra. E’ un calciatore completo sotto tutti i punti di vista. Oltre le qualità del campione che sa far gol ci mette anche altre cose dentro la partita, soprattutto il battersi per i compagni di squadra. E’ importantissimo anche per i compagni perché se comincia lui che è lì davanti poi lo vedono tutti. Ovviamente ha qualcosa da migliorare ed è qui che si va a stimolarlo ed in questo nuovo lavoro lui non fa una piega e lo esegue.

Io allenatore aziendalista? Secondo me è corretto il senso che poi io non vado a creare problemi nella comunità dove devo andare a lavorare ma vado a confrontarmi sui temi e le soluzioni con la società. Non devo creare poi dei debiti assurdi che vanno poi a rovinare tutta la situazione. E’ chiaro che si cerca di ottimizzare il massimo senza andar buttare via niente di quello che si può utilizzare.

Bisogna riuscire una squadra forte e il presidente lo sa, perché andare a lottare con quelle sei-sette squadre lì la competizione è tanta e bisogna andare a creare un gruppo di 23 calciatori forti con le tante partite da giocare. Poi è normale che in settimana devono giocare quelli che giocano meno. Poi sappiamo che per andare in Champions o vincere una competizione tante volte la differenza è per un punto o per un gol.

Per essere stimolante per i calciatori deve essere un Napoli che deve creare sorprese ed essere meno controllabile dagli avversari. Penso che il 4-2-3-1 riesca a dare degli equilibri in entrambe le fasi anche se il 4-3-3 è molto simile solo che in fase di possesso bisogna fare qualcosa di più. . L’Italia ma anche i migliori club europei ormai riescono a sfruttare tutta la lateralità del fronte offensivo e dentro i giocolieri si sostituiscono nei ruoli, il punto è proprio lì entrare e uscire dalla trequarti, non sostare sulla linea difensiva, andando 5 metri sopra o 2 sotto e viceversa, facendogli trovare un cliente e poi un altro. Andiamo a cambiare i clienti.

Ho trovato un Napoli come me lo immaginavo per il momento anche se bisogna dire che mancano ancora tanti nazionali che ci faranno comodo e che andranno a impreziosire quello che è il mio pensiero di questi calciatori.

Con Insigne gli ho mandato un messaggio egli ho parlato per telefono. Bisogna stare attenti perché sulla questione del contratto ci volete trovare una malformazione: da una parte c’è il capitano del Napoli dall’altra il presidente del Napoli, due persone forti che avranno tempo di guardarsi negli occhi e poi si avrà tutto più chiaro senza anticipare molto.

Il lavoro incide sempre. Sul campo bisogna creare le idee e dove vogliamo andare, l’obiettivo devi vederlo per andare dove vuoi andare. Questa squadra ha bisogno di ruoli doppi quando giochi giovedì-domenica di continuo, poi c’è il recupero di cui necessita qualche calciatore e non possono dare il loro meglio e poi sostituire al meglio nel caso quelli forti.

Alternanza tra Meret e Ospina? Non voglio correre nessun rischio perché ho due portieri forti per cui si valuta perché le insidie sono dietro l’angolo. Il portiere è uno di quei ruoli dove ci necessitano portieri con menti forti.

Cosa chiedo ai centrocampisti? Devono seguire l’azione offensiva, aiutarli a pressare, chiedo tanti km perché sono quelli che portano a casa i numeri più importanti di corsa, di solito uno ne fa 11-12km, i centrocampisti sforano quasi sempre e poi devono essere sempre a disposizione della palla, il centrocampista è sempre on line, sempre connesso, è dentro il pallone, nell’aria dentro, non dietro, poi c’è chi ci riesce di più e meno. Demme è uno di quelli che ci riesce meglio, Elmas pure, hanno disponibilità alla corsa ed aiutare, si buttano sempre nella situazione mezza e mezza, come un po’ tutta la squadra.

Lobotka e Gaetano sono due calciatori diversi. Lobotka lo avevamo valutato anche quando ero all’Inter. Gaetano dice di voler giocare da trequartista ma poi guardandolo bene può anche essere quello che può andare a costruire cinque metri dietro dove non c’è impatto fisico anche perché ah una tecnica deliziosa.

Tutino è un calciatore forte, è un campioncino. Poi ci sono i campioni e i supercampioni, sono valutazioni che si fanno nel confronto diretto. Petagna ha fatto un percorso importante per stare a questi livelli. Nel reparto offensivo ne abbiamo tanti di centrocampisti dai piedi buoni e di attaccanti che possono far bene nel Napoli.

Il quadrato al centro del campo è perché i difensori devono avere un riferimento su quando scappare e quando attaccare la palla frontalmente.

Koulibaly se è per me rimane a Napoli. Si trova difficile il sostituto di Koulibaly, apprezzatissimo dai compagni di squadra. Poi mi sono accorto che in campo parla tantissimo e gli vanno fatti i complimenti per la serietà e la professionalità per l’uomo e si vede anche nello spogliatoio il rispetto per la sua presenza, per quanto fatto e per ciò che ha imposto anche senza parlare. con Manolas ci permetterebbe di aggredire alto perché sono entrambi veloci e la palla alle spalle non la soffirebbero, lavorandoci su ma sono 2 elementi che ti permettono di fare tutto, giocare con la linea alta uomo su uomo, o dentro l’area e ti montano sopra con fisicità, due carrarmati. Bisogna migliorare sulla costruzione del gioco, se ti aspettano non puoi giocare sugli attaccanti ma entrare dentro e proporre, ma l’hanno già fatto in passato. Stamattina se n’è parlato e sono d’accordo su tutto.

L’azione va cominciata sempre anche se un po’ dipende da noi, ma anche dagli altri perché se vengono ad aggredire si aprono più possibilità. La palla va trattata bene, va accarezzata.

Esterni di difesa? C’è da valutare anche Ghoulam, pare che procede bene altrimenti un terzino sinistro è necessario. Con un motore come quello di Di Lorenzo è un conto, con altri più normali devi fare ragionamenti diversi. Malcuit attacca la bandierina anche se un po’ più di equilibrio in fase difensiva è necessario. Mario Rui lo conosciamo ha esperienza e attraverso la tecnica prende le posizioni congeniali. Se lo costringi a difendere di continuo va in difficoltà, ma se col piede che ha porta il duello nel possesso nostro allora fa faticare l’avversario e subisce meno.

L’aspetto caratteriale è molto importante. Non è tutto bianco o tutto nero ma c’è tanto grigio che ha tante sfumature nei movimenti. E’ la forza che distingue i campioni dai super campioni.

Demme è già come il Pizarro della Roma e pavere le chiavi del gioco. Sa trattare la palla e sa stare nel ruolo del regista abbinando il gioco corto con qualche lancio. Alla fine di allenamento gli ho detto che in Inghilterra danno un premio a chi gira di più la testa per vedere cosa c’è dietro e che lui non lo vincerebbe perché dovrebbe guardare di più.

Penso che questa squadra si possa sposare con il 4-2-3-1. Ma bisogna sempre metterci dentro qualcosa di più che possa essere stimolante e di sorpresa per gli avversari.

Andare in Champions riducendo i costi? Le cose non vanno proprio di pari passo, ma a volte ci sono obblighi finanziari di cui tenere conto, lo sbocco però per mettere a posto i conti è arrivare in Champions quindi bisogna tenere conto di tutto, il presidente lo sa.

Profili giovani o esperti dal mercato? cambia poco l’importante è che siano forti se giovani meglio. Serve gente che fa cose da calciatore forte. A destra abbiamo due calciatori che ci fanno stare tranquilli anche se Florenzi è un grandissimo sotto tutti gli aspetti”.