Tempo effettivo di gioco: una necessità, ma non è l’anditodo all’ostruzionismo

0
248




La percentuale dei minuti effettivamente giocati sui 90 regolamentari di una partita (ai quali vanno aggiunti i circa 5-6 minuti in media concessi di recupero) diventa sempre più bassa stagione dopo stagione.

Una soluzione per alzare questa percentualepotrebbe essere l’introduzione del ‘tempo effettivo di gioco’.

L’obiettivo è quello di portare ad almeno 60 minuti (due tempi da 30 minuti effettivi di gioco) gli attuali circa 55 minuti che in realtà in media si giocano in una partita di calcio.

I tempi cosiddetti morti di una partita che si intende combattere con l’introduzione del tempo effettivo di gioco sono:

  • palla fuori dal campo;
  • gioco fermo per falli di gioco;
  • tempo effettivamente perso per le sostituzioni.

Riportiamo come esempio alcuni dati sulle partite giocate dal Napoli in campionato in questa stagione:

  • la partita con il Verona è stata giocata per 44 minuti e 32 secondi effettivi di gioco (26 minuti e 13 secondi il primo tempo, 18 minuti e 19 secondi il secondo tempo);
  • la partita con più minuti giocati è Napoli-Cagliari: 55 minuti e 53 secondi;
  • quella meno giocata è Napoli-Torino: 34 minuti e 20 secondi;
  • le partite del Napoli finora hanno avuto una durata media effettiva di gioco di 48 minuti e 15 secondi;
  • in media i minuti effettivamente giocati nei primi tempi sono 26 e 5 secondi;
  • in media i minuti giocati nei secondi tempi (con quasi tutte le sostituzioni effettuate dalle due squadre in campo) sono 24 e 42 secondi.

Cosa cambierebbe con il tempo effettivo di gioco? Ad esempio il Napoli con il Verona avrebbe avuto a disposizione altri 15 minuti e 28 secondi di gioco per provare a vincere la partita.

Il tempo effettivo di gioco senza dubbio può aiutare ad aumentare la durata dello spettacolo…anche se sarà interessante vedere di chi sarà la manina che dovrà fermare il cronometro…

Però non è l’antidoto per combattere il gioco ostruzionistico di certe squadre per limitare le avversarie con maggiore qualità tecnica.

Contro l’ostruzionismo che penalizza lo spettacolo spezzando il ritmo degli avversari c’è solo una soluzione: l’arbitro con i suoi cartellini gialli.

Solo con una maggiore severità arbitrale si può inibire questa antisportiva scelta ‘tattica’ per non concedere all’avversario più forte un minimo di continuità dell’azione.

Tocca agli arbitri fermare ‘ furbetti’ che ricorrono a continui falli lontano dalla propria area di rigore, alle simulazioni, ai rinvii dei portieri che vanno ben oltre i 6 secondi previsti dal regolamento.

Anche perché aumentare la durata dello spettacolo non è sinonimo di una migliore qualità.