REGOLA 5 – L’arbitro

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Estratto essenziale dal “Regolamento del Giuoco del Calcio″ approvato dalla ‘The International Football Association Board”, dalla “Federazione Italiana Giuoco Calcio” e dall’Associazione Italiana Arbitri’.

L’arbitro non è più considerato casualità di gioco pertanto se viene colpito dal pallone danneggiando la squadra attaccante o favorendo quella difendente il gioco si interrompe e riprende con la consegna del pallone da parte dell’arbitro alla squadra che ne era in possesso.

L’arbitro ha la discrezionalità di assumere azioni appropriate nel quadro delle Regole del Gioco.

L’arbitro non può cambiare una decisione qualora sia stata eseguita una ripresa di gioco o abbia segnalato la fine del primo o del secondo periodo (inclusi i supplementari) e lasciato il terreno di gioco o qualora la gara sia terminata.

Se un arbitro è temporaneamente impossibilitato a svolgere la propria funzione, il gioco può continuare sotto il controllo degli altri ufficiali di gara fino a quando il pallone non sarà più in gioco.

Quando un arbitro non è in grado di proseguire la gara se previsto dal regolamento della competizione può essere sostituito da uno dei collaboratori. 

Punisce l’infrazione più grave in termini di provvedimento disciplinare quando più infrazioni si verificano contemporaneamente.

Può interviene su indicazione degli altri ufficiali di gara per quanto concerne episodi non direttamente visti.

Nel caso entri in campo un secondo pallone o un animale o un qualunque altro oggetto, deve interrompere la partita. Nel caso ci fosse influenza sul regolare svolgimento dell’azione di gioco, altrimenti può anche lasciar proseguire il gioco.

L’arbitro può interrompere il gioco nel caso dagli spalti dovesse arrivare un fischio che interferisce con il regolare svolgimento del gioco.

L’arbitro ha l’autorità di non far iniziare o sospendere una gara quando non ci sono i necessari presupposti di sicurezza e ordine pubblico. L’arbitro ha facoltà di far proseguire la gara, pro forma, esclusivamente per fini cautelativi o di ordine pubblico.

Nel caso in cui un arbitro non dovesse presentarsi le due squadre debbono attenderlo per un periodo limite pari alla durata di un tempo previsto per la gara che deve essere disputata, salvo diverse indicazioni dall’organizzazione della competizione. Le due società a partire da mezz’ora prima dell’inizio della gara sono tenute ad attivarsi per reperire un nuovo arbitro contattando il competente Organo Tecnico dell’Associazione Italiana Arbitri.

LA GESTUALITA’ DELL’ARBITRO:
 

Gestire la ripresa del gioco degli infortunati secondo quanto segue:
– un calciatore che sanguina deve obbligatoriamente lasciare il terreno di gioco. Può rientrare solo dopo l’autorizzazione dell’arbitro e non vi siano tracce di sangue sul suo equipaggiamento e sul suo corpo;
– se l’infortunio è lieve lascia proseguire il gioco e consente le cure dello staff medico alla prima interruzione;
– se l’infortunio è di una certa gravità interrompe il gioco e deve accertarsi che il calciatore lasci il terreno di gioco per le cure del caso. L’arbitro deve poi autorizzarne il ritorno in campo da una linea laterale se il pallone è in gioco da una qualunque linea perimetrale se il gioco è fermo.
– permettere la cura degli infortunati sul terreno di gioco senza che il calciatore debba abbandonare il campo:
a) nel caso l’infortunato fosse uno dei portieri
b) nel caso di scontro tra il portiere e un calciatore o tra due calciatori della stessa squadra
c) infortuni davvero seri
d) se l’avversario che ha procurato l’infortunio viene ammonito o espulso;
e) se l’arbitro ha autorizzato i sanitari e/o i barellieri ad entrare sul terreno di gioco, il calciatore deve uscire dal terreno di gioco in barella oppure a piedi. Se un calciatore si rifiuta, deve essere ammonito per comportamento antisportivo
f) se a subire un fallo da rigore è il rigorista della squadra

Tesserati ammessi sul terreno di gioco (da inserire nella distinta che va consegnata all’arbitro):
a) un dirigente accompagnatore ufficiale;
b) un medico sociale;
c) il tecnico responsabile e un allenatore in seconda;
d) un operatore sanitario ausiliario designato dal medico responsabile sanitario della società;
e) i calciatori di riserva;
f) per la sola ospitante, anche il dirigente addetto agli ufficiali di gara.

Ordine pubblico.
È vietato introdurre e/o utilizzare negli stadi e negli impianti sportivi materiale pirotecnico di qualsiasi genere. Strumenti ed oggetti comunque idonei ad offendere, disegni, scritte, simboli, emblemi o simili, recanti espressioni oscene, oltraggiose, minacciose. Incitanti alla violenza o discriminatorie per motivi di razza, di colore, di religione, di lingua, di sesso, di nazionalità, di origine territoriale o etnica. Ovvero configuranti propaganda ideologica vietata dalla legge o comunque inneggiante a comportamenti discriminatori.

Il responsabile dell’ordine pubblico dello stadio, designato dal Ministero dell’Interno, il quale rileva uno o più striscioni esposti dai tifosi, cori, grida ed ogni altra manifestazione discriminatoria, ordina all’arbitro, anche per il tramite del quarto ufficiale di gara o dell’assistente dell’arbitro, di non iniziare o sospendere la gara. La sospensione o il mancato inizio della gara non potrà prolungarsi oltre i 45 minuti. L’arbitro può riprendere la gara solo su ordine del responsabile dell’ordine pubblico dello stadio, designato dal Ministero dell’Interno.